Titolo: Love Hina
Anno: 2000
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2020
Cosa mi Aspettavo: Un anime ecchi dove uno sfigato occhialuto attrae, inconsapevolmente, ondate di bellissime ragazze.
Cosa Ho Visto: Prefettura di Kanagawa, Giappone. Keitaro è un diciannovenne ronin, ovvero uno studente che non è riuscito a entrare all’università, il cui sogno è quello di iscriversi alla Todai, l’università di Tokyo, per mantenere una promessa fatta a un’amica di cui non ricorda né il volto né il nome. In attesa di ritentare i test d’ingresso, Keitaro diventa custode della pensione Hinata, un dormitorio femminile con terme di proprietà della nonna. Goffo ma dal cuore buono, il giovane finisce per conquistare la fiducia delle ospiti: Mutsumi Otohime, Shinobu Maehara, Motoko Aoyama, Kaolla Su, Mitsune Konno e Naru Narusegawa. Quest’ultima, dal carattere tipico delle tsundere, sembra provare un interesse speciale per Keitaro. Le loro vite scorrono tra difficoltà quotidiane, sogni da realizzare e la speranza di trovare l’amore.
Cosa ne Penso: Ricordo che Love Hina era molto famoso alla fine degli anni ’90, al punto da diventare un simbolo per gli otaku che compravano gli OAV allegati alle riviste (come EMP). L’ho recuperato durante il periodo del Covid, quando venne annunciato il doppiaggio degli OAV rimasti inediti. Nonostante sia un anime datato, scritto per accontentare il pubblico televisivo e privo del finale del manga da cui è tratto, l’ho trovato comunque una serie piacevole. Non ci sono vere e proprie scene ecchi (al massimo qualche allusione negli OAV), ma l’aspetto più bello è la relazione tra Keitaro e Naru: un legame che cresce e si evolve, mostrando il loro amore — anche se non vediamo il compimento della storia come avviene nel manga. In definitiva, Love Hina resta una serie godibile, da guardare nel tempo libero o se si è appassionati degli anime del secolo scorso.
Voto Personale: 6+
Rappresentazione Artistica
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