lunedì 30 giugno 2025

I Pinguini di Madagascar

TitoloI Pinguini di Madagascar
Anno: 2014
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2019
Cosa mi Aspettavo: Uno spin-off che mostra i quattro pinguini come protagonisti
Cosa Ho Visto: Il film inizia con un flashback che mostra il legame fraterno tra i quattro pinguini: Skipper, Kowalski, Rico e Soldato. Tornando al presente, i quattro formano una squadra di agenti segreti. Il gruppo deve affrontare Dave, un polpo che si traveste da scienziato umano con l’obiettivo di trasformare tutti gli esseri viventi in mostri. Alleandosi con la squadra di agenti del Vento del Nord, i nostri protagonisti vivono avventure ricche di azione.
Cosa ne Penso: Ricordo di aver visto il primo Madagascar al cinema nel 2005, ho sempre apprezzato questo franchise. Tuttavia, sono rimasto "deluso" dal finale di Madagascar 3, perché trovo poco credibile che gli animali possano essere felici di essere sfruttati in un circo… Attendo con speranza un Madagascar 4 che possa sistemare le cose, anche se credo ci vorrà ancora molto tempo. Per fortuna, questo spin-off dà nuova energia all’intera saga: è bello vedere il legame fraterno tra i Pinguini e quanto si vogliano realmente bene. Le scene d’azione sono ben realizzate, così come i personaggi secondari. Forse il film è leggermente lungo, ma resta comunque godibile. Non è il miglior film della DreamWorks, ma è sicuramente valido e rende giustizia a personaggi che, fino a quel momento, sembravano creati solo per vendere pupazzi e peluche.
Voto Personale: 6,5
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

domenica 29 giugno 2025

Gameplay: The Story of the Videogame Revolution

TitoloGameplay: The Story of the Videogame Revolution
Anno: 2014
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2019
Cosa mi Aspettavo: Un interessante documentario sulla storia dei videogame
Cosa Ho Visto: Il documentario mostra la nascita dei videogiochi e come tutto sia cambiato dal 1972 a oggi. Sono presenti interviste a storici programmatori, come Nolan Bushnell (fondatore di Atari) e David Crane (fondatore di Activision).
Cosa ne PensoSono un'amante dei documentari, li adoro e sono una mia grande passione: vi assicuro che ne vedrete altri qui su questo blog. Gameplay: The Story of the Videogame Revolution è un documentario con tutti i crismi: nulla da dire sul piano tecnico, i cinque anni di lavoro necessari per realizzarlo si percepiscono tutti. Da questo punto di vista, è un prodotto impeccabile. Le interviste sono interessanti: è bello ascoltare le voci e i pensieri degli autori dell'epoca, i veri fondatori della storia dei videogiochi. Tuttavia, questo documentario ha un problema. Uno grosso. Il classico difetto di tutti i documentari sui videogame: si prendono tutti maledettamente sul serio! Gameplay adotta toni seriosi, cupi, quasi volesse evocare un'estetica retrofuturistica... ma il risultato finale è allucinante: sembra che parlino del Mostro di Firenze o su qualche dannato serial killer! I videogiochi sono prima di tutto divertimento, amicizia, condivisione. Com'è possibile che non ci sia nemmeno un momento in cui si sorride? Qualcuno potrebbe far notare che il mondo dei videogame è stato spesso oggetto di attacchi ingiustificati, ma oggi i videogiochi sono parte integrante della vita quotidiana: muovono un'enorme quantità di denaro, sono un'industria consolidata. Non sono più quel demone da esorcizzare, poi certo, ci saranno sempre i soliti moralisti pronti a puntare il dito, ma ormai rappresentano una nicchia sempre più isolata. Ecco perché questo documentario risulta fastidiosamente solenne, senza che ce ne sia davvero bisogno. Non ha intenti apologetici, non deve difendere nulla... eppure si prende un sacco sul serio. Davvero noioso! E la cosa terribile è che non è nemmeno l’unico del genere...
Voto Personale: 4
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

sabato 28 giugno 2025

Così Parlò Rohan Kishibe

TitoloCosì Parlò Rohan Kishibe
Anno: 2017-2020
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2021
Cosa mi AspettavoLa trasposizione fedele delle storie autoconclusive dedicate a Rohan Kishibe di Le Bizzarre Avventure di JoJo
Cosa Ho Visto: Attualmente, la serie si compone di quattro storie autoconclusive che narrano le bizzarre e paranormali avventure del mangaka Rohan Kishibe.
Cosa ne Penso: Una vera ciliegina sulla torta per gli amanti di JoJo! Dal 1997, Araki si diverte a pubblicare — a cadenza irregolare — le avventure di Rohan Kishibe. Pensate che l’ultima storia è uscita proprio lo scorso maggio 2025! Si tratta, in sostanza, di racconti che non trovano spazio nella serie principale, ma che Araki ama condividere utilizzando il personaggio di Rohan, che rappresenta a tutti gli effetti il suo alter ego. Le storie sono affascinanti, ben sviluppate, e contribuiscono ad arricchire il mondo di JoJo, con una qualità narrativa e visiva davvero alta. L’unico vero difetto? Sono solo quattro episodi! Speriamo che in futuro vengano adattate anche le altre storie di Rohan non ancora pubblicate in versione animata. Molti fan sognano anche delle trasposizioni animate per altri spin-off di JoJo, come Purple Haze Feedback o Shining Diamond's Demonic Heartbreak. Incrociamo le dita!
Voto Personale: 8
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

venerdì 27 giugno 2025

Le Bizzarre Avventure di JoJo: Stone Ocean

TitoloLe Bizzarre Avventure di JoJo: Vento Aureo
Anno: 2021-2022
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2021
Cosa mi AspettavoLa trasposizione fedele della quinta parte de Le Bizzarre Avventure di JoJo
Cosa Ho Visto: Anno 2011. Nella prigione di Green Dolphin Street, in Florida, è detenuta Jolyne Kujo, figlia di Jotaro Kujo. La ragazza è stata condannata per l’omicidio di un pedone, ma in realtà è stata incastrata da qualcuno in cerca di vendetta contro l’intera stirpe Joestar. Grazie a un frammento della Freccia donatole dal padre, Jolyne risveglia il potere del suo Stand, che le permette di difendersi dalle minacce all’interno della prigione. Per conquistare la libertà, Jolyne dovrà indagare e affrontare oscuri nemici legati a un piano molto più grande.
Cosa ne PensoSecondo molti, questa è la parte peggiore di JoJo. Forse la mia visione è influenzata dal fatto che conosco già il seguito, e faccio fatica a immaginare cosa potesse provare un lettore nel 2003, quando Steel Ball Run non era ancora stato annunciato. Ho sempre considerato Stone Ocean come l’apripista del JoJo più bello in assoluto. Ma oggi voglio parlarvi proprio di questa sesta parte. La David Production ama talmente tanto JoJo da riuscire a trasmettere tutta la passione che prova per Stone Ocean. Perfino i più scettici sono costretti a ricredersi dopo aver visto l’anime. Personalmente, ritengo che la prima parte ambientata nella prigione sia sì castrante e claustrofobica, ma riesce ad andare avanti grazie alla forza di determinati personaggi. La seconda parte, invece, prende una piega più dinamica, ispirandosi alle profezie apocalittiche del 2012 e introducendo poteri assolutamente fuori di testa. Jolyne è una protagonista che cresce davvero nel corso della storia, fino a guadagnarsi il ruolo di vera eroina. E poi arriviamo all’elefante nella stanza: il reset dell’universo rovina tutte le parti precedenti? Secondo me, no. Anzi, l’anime riesce a spiegare meglio alcune delle idee di Araki, che magari risultavano poco chiare sul manga. Il reboot dell’universo non cancella ciò che è venuto prima, ma apre la porta a nuove storie, evitando di cadere nei soliti cliché e puntando verso qualcosa di più originale e maturo. Tutte le sei parti precedenti non vengono annullate: sono proprio loro a condurre a quell’evento. I protagonisti non vengono cancellati, ma semplicemente riposizionati. Forse può sembrare che mi stia arrampicando sugli specchi, ma io credo davvero che Stone Ocean sia una storia di lotta contro il destino. Il finale è commovente, un lavoro sopraffino che si chiude sulle splendide note degli Yes. Nel complesso, apprezzo moltissimo questo adattamento di Stone Ocean: spero che arrivi Steel Ball Run e tutto il resto. Non vedo l’ora!
Voto Personale: 10
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

giovedì 26 giugno 2025

Le Bizzarre Avventure di JoJo: Vento Aureo

TitoloLe Bizzarre Avventure di JoJo: Vento Aureo
Anno: 2018-2019
Quando e Dove l'Ho Visto: VVVVID - 2018
Cosa mi AspettavoLa trasposizione fedele della quinta parte de Le Bizzarre Avventure di JoJo
Cosa Ho VistoNapoli, 2001. Koichi Hirose viene incaricato da Jotaro Kujo di indagare su Giorno Giovanna, il misterioso figlio illegittimo di Dio Brando. Giorno è un piccolo criminale il cui sogno è diventare un Gang-Star. Nonostante l’ambizione bizzarra e discutibile, si dimostra una persona di buon cuore, determinata a eliminare lo spaccio di droga tra i più giovani. Dopo uno scontro con Bruno Bucciarati, i due decidono di allearsi per scalare i vertici della famiglia mafiosa Passione. Insieme agli altri membri della banda, intraprendono una pericolosa ascesa al potere con l’obiettivo di rovesciare il misterioso boss dell’organizzazione.
Cosa ne Penso: Senza troppi giri di parole, questa è la parte shonen che preferisco in assoluto di JoJo. C’è chi sostiene che con Vento Aureo inizino i problemi, che Araki abbia infarcito l’opera di fanservice, ma personalmente la considero un ottimo connubio tra la terza e la quarta parte. Lo scenario italiano funziona benissimo, e molti personaggi sono semplicemente irresistibili — in particolare l’intero gruppo di protagonisti, che si amalgama alla perfezione. Giorno Giovanna è un JoJo diverso, che unisce la bontà dei Joestar alla crudeltà (rivolta solo verso i nemici) di Dio Brando. Nonostante questo, Vento Aureo è una storia molto triste, fatta di persone condannate dal destino che cercano di spezzare le proprie catene. Sono persone davvero cattive? No, sono persone sfortunate costrette a diventare criminali. Riusciranno nella loro impresa, ma a quale prezzo? Mi ritengo davvero soddisfatto della quinta parte. Peccato solo per la vicenda di Pannacotta Fugo, che è stata modificata in fase di redazione del manga. Nonostante ciò, la rileggo e la riguardo sempre volentieri! Chicca musicale: non sono un fan dei Jodeci, ma Modern Crusaders di Enigma è la scelta migliore come ending! Vi saluto citando Bruno Bucciarati: "Ari-ari-ari-ari-arrivederci!" 
Voto Personale: 10
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

mercoledì 25 giugno 2025

Le Bizzarre Avventure di JoJo: Diamond Is Unbreakable

TitoloLe Bizzarre Avventure di JoJo: Diamond Is Unbreakable
Anno: 2016
Quando e Dove l'Ho Visto: VVVID - 2018
Cosa mi Aspettavo: La trasposizione fedele della quarta parte de Le Bizzarre Avventure di JoJo
Cosa Ho Visto: Nel 1999, Jotaro Kujo si reca nella cittadina giapponese di Morio-cho per incontrare Josuke Higashikata, il figlio illegittimo di Joseph Joestar. Josuke è uno studente dal cuore buono, ma la sua indole cambia radicalmente se qualcuno osa deridere il suo pompadour. Jotaro e Josuke uniscono le forze per cercare un antico artefatto che conferisce poteri Stand. Una volta conclusa la loro missione, una serie di eventi bizzarri sconvolgeranno la città, culminando nello scontro con un temibile serial killer.
Cosa ne PensoJoJo inizialmente si concludeva con la Parte 3, ponendo fine all’eterna lotta tra il bene e il male. Tuttavia, l’introduzione degli Stand cambiò radicalmente le carte in tavola! Araki aveva ancora moltissime idee da esplorare, poteri strani e bizzarri troppo interessanti per essere accantonati. Così nasce la parte quattro di JoJo, intitolata Diamond Is Unbreakable — un nome che verrà ufficializzato solo con l’uscita della sesta parte. Diamond Is Unbreakable fu inizialmente concepito come uno spin-off, con una trama apparentemente leggera ma dalle premesse intriganti: cosa succederebbe se delle persone comuni ottenessero poteri Stand? I risultati sono i più disparati: c’è chi migliora la propria vita e chi, invece, li sfrutta per scopi criminali. Il racconto culmina con l’ingresso in scena di uno dei migliori villain dell’intero manga: Yoshikage Kira. Dio Brando è un antagonista mitizzato, quasi astratto; Kira, al contrario, funziona proprio perché è incredibilmente realistico. Il suo aspetto richiama esplicitamente David Bowie, mentre la sua psicopatia ricorda quella di Patrick Bateman in American Psycho. Kira è terrificante perché potrebbe essere chiunque, anche il tuo vicino di casa. Le sue ossessioni sono il prodotto di una società capitalista che reprime tutto dietro una facciata di rispettabilità. È questo che lo rende un personaggio perfetto e che dà alla parte quattro una profondità unica. Diamond Is Unbreakable è un’opera dal tono spensierato e pop, per molti rappresenta l’apice della formula shonen di JoJo. Consiglio vivamente a tutti di guardarla: è perfetta per staccare un po’ la testa e godersi una storia sorprendente e fuori dagli schemi.
Voto Personale: 10
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

martedì 24 giugno 2025

Le Bizzarre Avventure di JoJo: Stardust Crusaders

TitoloLe Bizzarre Avventure di JoJo
Anno: 2014-2015
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2025
Cosa mi Aspettavo: La trasposizione fedele della terza parte de Le Bizzarre Avventure di JoJo
Cosa Ho Visto: 1988, Dio Brando è ancora vivo e ambisce a conquistare il mondo. Joseph Joestar e suo nipote Jotaro Kujo partono per l’Egitto con l’obiettivo di sconfiggere il vampiro. In questo incredibile viaggio, affronteranno poteri Stand, incontreranno validi alleati e fronteggeranno temibili scagnozzi.
Cosa ne Penso: Qui devo ammettere di aver barato: all’epoca non era disponibile su VVVVID, quindi lo guardai in streaming illegale. Fu un’esperienza terribile e da quel momento decisi di abbandonare definitivamente quei siti. Su Netflix, invece, me lo sono goduto come si deve — peccato solo che il doppiaggio italiano non sia ancora arrivato. Vi ho già parlato dell’OAV, ma non vi ho detto una cosa importante: io apprezzo tutte le saghe di JoJo, anche quelle che vengono considerate le più deboli. Stardust Crusaders è spesso vista come il capolavoro di JoJo, se non addirittura la saga migliore in assoluto, ma personalmente non sono d’accordo. La trovo eccezionale nei suoi momenti clou, ma piuttosto ripetitiva nella parte centrale della storia. In sostanza, tra un indizio e l’altro c’è sempre il classico “nemico della settimana” da affrontare. L’unico elemento che rende tutto interessante sono i poteri Stand — il vero punto di forza dell’opera, quell’idea che ha permesso ad Araki di staccarsi definitivamente dall’influenza di Ken il Guerriero e di trovare una sua identità originale. Con gli Stand, Araki dà il via a una nuova forma di battle manga psicologico: i combattimenti non si basano più solo sulla forza bruta, ma si giocano sull’ingegno e su poteri creativi bizzarri. Detto questo, credo che l’OAV abbia fatto un lavoro eccezionale nel sintetizzare il meglio di questa lunghissima saga. I quarantotto episodi si fanno sentire, ma per fortuna Araki sa sempre come sorprendere! Non ho molto altro da aggiungere: guardatela, perché è davvero un caposaldo della Shōnen Jump. Chicche musicali finali: Walk Like an Egyptian delle Bangles è una sigla di chiusura pop iconica in tema con la terza parte, mentre Last Train Home è straordinaria per il significato che porta con sé.
Voto Personale: 10
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGpt

lunedì 23 giugno 2025

Le Bizzarre Avventure di JoJo

TitoloLe Bizzarre Avventure di JoJo
Anno: 2012-2013
Quando e Dove l'Ho Visto: VVVID - 2018
Cosa mi Aspettavo: La trasposizione fedele delle prime due parti de Le Bizzarre Avventure di JoJo
Cosa Ho VistoLa prima stagione dell'anime comprende la Parte 1 e la Parte 2 de Le Bizzarre Avventure di JoJo.
Parte 1: Liverpool, fine XIX secolo. Dio Brando viene adottato dalla famiglia Joestar. Il ragazzo è un perfido arrampicatore sociale e vuole far impazzire Jonathan per impossessarsi dell’intera eredità. Dopo molte angherie, Jonathan si ribella al fratellastro e riesce a metterlo all’angolo, finché non viene scoperta un’antica maschera azteca che dona poteri vampirici. Inizia così una corsa contro il tempo per tentare di sconfiggere un male ancestrale...
Parte 2: New York, 1938. Joseph Joestar, nipote di Jonathan, deve indagare sui misteriosi Uomini del Pilastro: esseri ancestrali, creatori della maschera di pietra. Inizia così un viaggio in diverse zone del mondo, tra combattimenti spettacolari e misteri da svelare.
Cosa ne Penso: L’anime di JoJo era qualcosa che tutti aspettavano da sempre! Il 2012 è stato l’anno perfetto per lavorarci sopra: ormai l’opera aveva raggiunto una maturità tale da essere riconosciuta come un capolavoro e un cult del manga, uscendo finalmente dalla nicchia di appassionati. David Production è ancora oggi lo studio perfetto per realizzare questa straordinaria opera: prima ancora che uno studio competente, i suoi animatori sono fan sfegatati della serie! Fin dai primi episodi si percepisce questa passione: con queste premesse, era impossibile sbagliare! Adoro JoJo per molti motivi: innanzitutto perché è il manga dell’esagerazione, poi perché ha forti elementi horror, ma soprattutto perché racconta una classica storia di lotta tra bene e il male. Trovo esilarante che tutto sia nato da una domanda apparentemente banale che Araki si è posto: “Chi vincerebbe in uno scontro tra Stallone e Schwarzenegger?” Da lì è nata un’epica lotta atavica tra il bene e il male. La prima parte si ispira all’horror classico di Dracula di Bram Stoker, ma ci sono anche richiami a classici realistici come I Miserabili di Victor Hugo. Pur avendo uno stile ormai datato, Phantom Blood conserva un fascino tutto suo. Il suo punto di forza è Dio Brando: un personaggio viscido, pronto a tutto pur di raggiungere il potere assoluto, persino a vendere l’anima. È un villain unico, a tratti anche umano, e secondo me la sua versione migliore, perché poi cambierà profondamente da saga a saga. Non sono d’accordo con Araki quando afferma che Jonathan Joestar è un personaggio troppo buono, che ha sbagliato a scriverlo così: in mezzo a tanto male, è importante avere un barlume di bontà a cui aggrapparsi. La seconda parte si rifà molto ai film di Indiana Jones, con sfumature horror che richiamano i miti sudamericani. Secondo molti, la scelta di inserire dei nazisti "positivi" è stata una caduta di stile da parte di Araki; personalmente, difendo questa scelta. Sono antifascista e antinazista, ma anche un lettore del manga: Rudol von Stroheim è un personaggio iperbolico, una vera parodia del nazismo. È difficile prenderlo sul serio. Joseph accetta il suo aiuto non perché è un nazista, ma perché è un uomo coraggioso. Araki ci vuole mostrare il classico cliché dei nemici che si alleano contro un male maggiore, come in Warcraft III. Il meccanismo funziona, certo, ma il problema resta: si tratta di nazisti! Il nazismo è troppo terribile per essere giustificato o accettato, ed è comprensibilmente difficile da digerire. Ad esempio, se Araki avesse fatto alleare americani e russi durante la Guerra Fredda, nessuno si sarebbe indignato: il loro impatto storico è diverso. Posso dire con certezza che Araki non simpatizza per l’estrema destra; ha sempre espresso idee libere e indipendenti. Credo si sia trattato più di un’ingenuità che di una presa di posizione politica. Tuttavia, nessuno sembra aver fatto notare una cosa: Kars è un nazista a tutti gli effetti! Crede nella superiorità della propria razza ed è disposto a tutto per portarla al dominio assoluto. In fondo, Araki ci mostra ancora una volta il suo disgusto per i totalitarismi, e ci invita a combatterli, mettendone in evidenza la banalità. Questa prospettiva cambia completamente la visione della seconda parte. Credo che Battle Tendency rappresenti la conclusione di una fase iniziale del percorso creativo di Araki: un passaggio affettuoso dallo stile “alla Ken il Guerriero” verso qualcosa di fortemente originale (la nascita del battle manga psicologico). Ciliegina sulla torta? Roundabout degli Yes come sigla finale, un capolavoro che rende tutto eccezionale! Consiglio vivamente di guardare questa prima stagione, oggi ancora più godibile grazie al recente doppiaggio italiano. È un capolavoro fedele all'opera di Araki, da guardare e riguardare.
Voto Personale: 10
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

domenica 22 giugno 2025

Le Bizzarre Avventure di JoJo

TitoloLe Bizzarre Avventure di JoJo
Anno: 1993-2002
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2018
Cosa mi Aspettavo: Un riassunto della terza parte di Stardust Crusader, composto dagli eventi più importanti. 
Cosa Ho Visto: Il malvagio vampiro Dio Brando è tornato: è ancora vivo dopo aver rubato il corpo di Jonathan Joestar! Nel 1988, Joseph Joestar e suo nipote Jotaro Kujo partono per l'Egitto per affrontare questa minaccia: la loro arma segreta sono i poteri Stand. Durante il viaggio incontrano preziosi alleati, ma anche temibili scagnozzi al servizio di Dio Brando.
Cosa ne Penso: Prima dello splendido anime e del film animato ormai introvabile, c’era l’OAV di JoJo: un vero cult dalla produzione… bizzarra (concedetemi il gioco di parole)! Tra il 1993 e il 1994 uscirono sei episodi dedicati alla parte finale della terza serie, mentre tra il 2000 e il 2002 venne pubblicato il prequel, che raccontava l’inizio della stessa parte. Per fortuna, in Italia ricevemmo gli episodi in ordine cronologico! Questa scelta fu fatta per testare i gusti del pubblico: dopo il prequel, c’era l’intenzione di adattare anche Phantom Blood e Battle Tendency in formato OAV, ma il progetto cambiò rotta, portando infine al film del 2007. L’OAV ha un fascino tutto suo: lo stile è un interessante compromesso tra l’arte inconfondibile di Araki e un’impostazione più realistica, il tutto incorniciato nel classico stile anime degli anni ’90. Composto da 13 episodi, questo adattamento brilla per la sua capacità di sintesi: i combattimenti più iconici vengono messi in risalto, mentre alcuni eventi vengono accorpati con coerenza, restituendo un tono più serio all’opera. Raggiungiamo vette altissime dell’animazione giapponese, come nella celebre partita a poker tra Jotaro e Daniel J. D’Arby: una scena ormai leggendaria! L’animazione è fluida, le splendide musiche di Marco D’Ambrosio colpiscono nel segno e persino la Skywalker Sound è coinvolta nel progetto. Un piccolo capolavoro da recuperare: consiglio assolutamente la visione a tutti!
Voto Personale: 10
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

sabato 21 giugno 2025

Baoh

TitoloBaoh
Anno: 1989
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2019
Cosa mi Aspettavo: Un prototipo di JoJo fantascientifico. 
Cosa Ho Visto: L'associazione criminale Dres impianta il parassita Baoh nel giovane Ikuro Hashizawa. Il ragazzo si trasforma in un essere immortale dotato di una forza sovrumana. Il gruppo Dres vuole sfruttare questi poteri per dominare il mondo, ma Ikuro si oppone. Insieme alla bambina dotata di poteri psichici, Sumire, decide di combattere la perfida organizzazione.
Cosa ne Penso: Tutta la produzione di Hirohiko Araki precedente a Le Bizzarre Avventure di JoJo non mi fa schifo, fatta eccezione per Baoh. Lo stile artistico risente chiaramente ancora dell’influenza di Go Nagai, mentre nelle tematiche si percepisce l’impronta di Akira di Katsuhiro Ōtomo. Con Baoh, Araki è ancora alla ricerca della propria identità artistica, ma il risultato è comunque superiore a quello del successivo Gorgeous Irene. Pur non essendo particolarmente originale, in linea con il fantascientifico dell'epoca, Baoh funziona: la narrazione scorre bene e, nonostante l’animazione non sia sempre fluida, l’azione è coinvolgente e il gore è efficace. Ne consiglio sinceramente la visione. Anzi, spero davvero che Araki torni prima o poi a esplorare tematiche fantascientifiche. Mi piacerebbe moltissimo vedere una Parte 10 di JoJo ambientata in un futuro sci-fi: sarebbe stupendo!
Voto Personale: 6
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

venerdì 20 giugno 2025

Kung Fury

TitoloKung Fury
Anno: 2015
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2015
Cosa mi Aspettavo: Qualcosa di parodistico, un'amorevole presa in giro sulla cultura pop degli anni '80.
Cosa Ho Visto: Miami, 1985: l’agente di polizia Kung Fury deve affrontare il terribile Adolf Hitler, che nel frattempo si è autoproclamato "Kung Führer". Per portare a termine la sua missione dovrà, però, potenziare le sue tecniche di arti marziali con un cyberviaggio mistico.
Cosa ne Penso: Fino all’inizio del 2020 c’è stata una vera e propria mania per la cultura pop degli anni ’80 — ammettiamolo: ci ha ampiamente rotto le palle. Ora questa ossessione si è leggermente attenuata, ma ha lasciato spazio alla nostalgia per gli anni ’90 e i primi 2000. In quel periodo sono nate tantissime cose discutibili, ma anche veri gioielli come Stranger Things. Kung Fury fa parte delle "cose belle", si tratta di un mediometraggio diretto da David Sandberg. Il lavoro è incredibile: gli anni ’80 vengono citati e parodiati in ogni forma, e le citazioni sono davvero geniali (che non cito per pigrizia)! La trama di Kung Fury è sorprendentemente solida, scorre benissimo e — diciamolo — ne vorremmo molto di più. Infatti, è attualmente in produzione un sequel in formato lungometraggio. Questa è una perla da recuperare assolutamente!
Voto Personale: 9
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

giovedì 19 giugno 2025

Killer Bean Forever

TitoloKiller Bean Forever
Anno: 2009
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2016
Cosa mi Aspettavo: Ma cosa diavolo mi consiglia YouTube???
Cosa Ho VistoJack "Killer" Bean è un fagiolo assassino solitario che sfida un’intera organizzazione criminale per vendicarsi.
Cosa ne Penso: L’ho scoperto davvero per caso: inizialmente pensavo fosse un prodotto amatoriale realizzato da qualche animatore emergente. In realtà, si tratta di un film indipendente del regista e sceneggiatore americano Jeff Lew. Stranamente, la trama è piuttosto solida: pur trattandosi di una storia già vista nel genere thriller-gangster, gli 85 minuti scorrono in modo piacevole. Il vero problema è il design e l’animazione, che ricordano più prodotti underground come Pepe the Frog… Non a caso è diventato un meme virale, spesso citato come esempio di cinema trash "so bad it’s so good". Jeff Lew continua ancora oggi a portare avanti le avventure filmiche di Killer Bean, a suo modo ha ottenuto un certo successo. Parlando del film: nonostante i classici limiti di un’opera indipendente realizzata da una sola persona, resta un film (inaspettatamente) godibile e con tanto cuore — riesce persino a essere più coinvolgente di certi film "seri" usciti al cinema. Lo consiglio a tutti gli amanti del trash memetico.
Voto Personale: 6-
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

mercoledì 18 giugno 2025

W.I.T.C.H.

TitoloW.I.T.C.H.
Anno: 2004-2006
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2014
Cosa mi Aspettavo: Una versione sicuramente riadattata e incompresa del fumetto per ragazze (e non solo) di Disney Italia.
Cosa Ho VistoWill, Irma, Taranee, Cornelia e Hay Lin sono cinque amiche adolescenti della città di Heatherfield. Scoprono di avere poteri magici e di essere destinate a diventare le Guardiane, incaricate di proteggere la Muraglia: una barriera magica che difende la Terra perfino dal principe Phobos. Il gruppo prende il nome di W.I.T.C.H., dando così inizio alle loro avventure.
Cosa ne PensoI primi anni 2000 sono stati eccezionali per Disney Italia: c’era una forte voglia di osare e proporre nuove serie a fumetti, con personaggi sia classici che inediti. PK è stato il capostipite di questa fortunata ondata di fumetti rivolti a un pubblico adolescenziale, desideroso di qualcosa di più serio, ma non troppo. W.I.T.C.H. nacque come la risposta italiana a Sailor Moon: Elisabetta Gnone (autrice), insieme ad Alessandro Barbucci e Barbara Canepa (character design), realizzarono un prodotto intrigante e avvincente. Le protagoniste sono cinque ragazze con poteri magici, che però devono affrontare anche i problemi della vita quotidiana. Vi consiglio di guardare i numerosi video e documentari disponibili su YouTube dedicati al fenomeno W.I.T.C.H.: un successo che, con il suo stile ispirato ai manga giapponesi, risultava quasi "scomodo" rispetto agli schemi tradizionali della Disney. Nonostante varie difficoltà interne, W.I.T.C.H. è stato pubblicato ininterrottamente dal 2001 al 2012, dando vita a un’ondata di prodotti correlati, tra cui anche un reboot nel 2023. Tra questi spicca la serie animata del 2004, co-prodotta da Disney, France Télévisions e Jetix. Composta da due stagioni, la serie è liberamente ispirata al fumetto: mantiene il concept iniziale, ma presenta alcune differenze nei personaggi e negli eventi. Il fumetto, tuttavia, rimane superiore. Nonostante i buoni ascolti, la serie animata resta un prodotto di serie B, con un budget piuttosto limitato. Guardatela se siete fan delle W.I.T.C.H. e volete approfondire questo universo magico.
Voto Personale: 5,5
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

martedì 17 giugno 2025

Pinocchio, ovvero lo Spettacolo della Provvidenza

TitoloPinocchio, ovvero lo Spettacolo della Provvidenza
Anno: 1961
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2018
Cosa mi Aspettavo: La fiaba di Collodi riadattata dalla visione dell'eclettico Carmelo Bene.
Cosa Ho Visto: Mastro Geppetto crea un burattino di legno di nome Pinocchio, che prende vita comportandosi come un bambino disobbediente e senza regole. Dopo numerose avventure e disavventure, Pinocchio riuscirà a diventare un vero bambino, imparando a essere responsabile.
Cosa ne Penso: Sono dannatamente affascinato dalla figura artistica di Carmelo Bene: più mi avvicino a lui, meno riesco a comprenderlo. Stiamo parlando di una delle menti teatrali più grandi a livello mondiale, celebre per la sua natura provocatoria e per la costante, ossessiva ricerca della perfezione artistica. Il suo Pinocchio è fedele all'opera di Collodi, ma ne sovverte l'anima: Pinocchio e Geppetto non sono più protagonisti attivi, bensì vittime di un destino ineluttabile, costretti a subire passivamente una trama che li sovrasta. L’esperienza teatrale è resa unica da un gioco visionario di luci e da quella sonorità del recitato — la phoné — così cara a Carmelo Bene, che trasforma la parola in puro suono, in atto scenico assoluto. Carmelo Bene rivela la tragica essenza di Pinocchio: un personaggio immortale, maschera del rifiuto di crescere, che finisce travolto dagli eventi. Lo diceva lui stesso: "Pinocchio cos'è? È il rifiuto alla crescita, la più grande maschera italiana e forse del mondo. È un bambino sepolto prematuramente che scalcia nella propria bara, se ne accorgono soprattutto i bimbi. Pinocchio è uno spettacolo da burattino per bambini! Pinocchio è l'onnipotenza che vuole tutto... Alla fine finisce con il non aver niente. Uno sciagurato!" La versione che ho visto è quella andata in onda sui canali Rai nel 1990, oggi disponibile anche su YouTube. Ne consiglio fortemente la visione. Ma, prima di affrontarla, è fondamentale studiare la figura di Carmelo Bene.
Voto Personale: PIETRA MILIARE
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

lunedì 16 giugno 2025

In Principio era il Trio

Titolo: In Principio era Il Trio
Anno: 1990
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2017
Cosa mi Aspettavo: Avevo voglia di rivedere l'ultimo (in tutti i sensi) capolavoro teatrale del Trio! La prima volta lo vidi da bambino sui canali Rai.
Cosa Ho Visto: I pittoreschi coniugi Philippe e Juliette, non riuscendo ad avere figli, decidono di adottarne uno. Dopo un assurdo colloquio, si presenta Andrej, un uomo di 45 anni, proponendosi come figlio adottivo! Quest’ultimo finirà per diventare l’amante di Juliette, dando vita a un finale spassosamente drammatico.
Cosa ne Penso: Abbiamo avuto molti gruppi comici in Italia, ma Il Trio è stato una vera forza della natura tra gli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. Forse qualcuno potrebbe non ricordarli come gruppo, ma le loro carriere individuali sono altrettanto straordinarie: Tullio Solenghi ha proseguito la sua carriera comica, Massimo Lopez è oggi uno dei migliori doppiatori italiani, e la compianta Anna Marchesini resta nel cuore di tutti come una pioniera della comicità femminile nel nostro Paese. Questo spettacolo teatrale, insieme allo sceneggiato comico I Promessi Sposi, è considerato il capolavoro del Trio. Con toni surreali ed esilaranti, affronta i rapporti di coppia, la routine che logora ogni relazione e la nostra costante insoddisfazione. Tra citazioni di cultura pop e trovate imprevedibili, lo spettacolo ci ha regalato sketch iconici: indimenticabili la cameriera Secca, la partita di tennis e il funerale che si trasforma in un susseguirsi di luoghi comuni — celeberrimo il "non esiste più la mezza stagione". Forse non tutti apprezzeranno la comicità surreale, ma questo è uno spettacolo che merita di essere visto: unico nel suo genere, ancora oggi fa ridere e riflettere.
Voto Personale: PIETRA MILIARE
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

domenica 15 giugno 2025

Il Dr. Slump e Arale

TitoloIl Dr. Slump e Arale
Anno: 1981-1986
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2017
Cosa mi Aspettavo: Avevo voglia di rivedere un capolavoro della comicità giapponese, anche per rifarmi del discutibile remake del 1997!
Cosa Ho Visto: Il bizzarro scienziato Senbee Norimaki crea Arale, una bambina robot che finge essere sua sorella. Arale è una vera forza della natura: instancabile, ingenua e dotata di una forza sovrumana. Insieme, lo scienziato e il robottino vivranno esilaranti avventure nel surreale e strampalato Villaggio Pinguino.
Cosa ne PensoAdoro il manga di Arale: Akira Toriyama ha creato un vero caposaldo del fumetto comico giapponese. Ho voluto rivedere la serie originale perché la preferisco nettamente al remake: non apprezzo il nuovo design e, soprattutto, volevo risentire le voci del primo doppiaggio italiano. Senza nulla togliere al doppiaggio Mediaset, va detto che l’adattamento non è certo tra i più fedeli. Essendo una serie molto episodica, si alternano puntate eccezionali ad altre meno riuscite — un classico per questo tipo di prodotto — ma nel complesso resta tutto incredibilmente spassoso. La comicità surreale, i personaggi assurdi e l’irresistibile Slump rendono ogni episodio un piccolo viaggio nell’assurdo. La consiglio apertamente, anche solo per riscoprire un pezzo fondamentale dell’animazione giapponese. L’unico vero dispiacere? Il primo doppiaggio italiano si ferma all’episodio 51. Un vero peccato!
Voto Personale: 6,5
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

sabato 14 giugno 2025

Mighty Max

TitoloMighty Max
Anno: 1993-1994
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2017
Cosa mi AspettavoEra il mio cartone preferito da bambino, avevo tanti giochi di Mighty Max! La visione ha mantenuto il bel ricordo che ne avevo da piccolo?
Cosa Ho VistoMax è un ragazzo energico e vivace. Un giorno riceve un'antica statuetta con inciso il messaggio: 'Tu sei il Prescelto'. Distruggendola per errore, la statuetta rivela un berretto rosso con una 'M' gialla. Questo berretto gli permette di aprire portali verso mondi fantastici. Dopo vari viaggi, Max incontra due alleati: il lemuriano Virgil e il possente vichingo Norman. Virgil rivela a Max che lui è il prescelto destinato a sconfiggere il Cavaliere del Teschio Maledetto, un antico stregone scheletrico che brama conquista e distruzione. Da quel momento iniziano avventure ricche di elementi fantastici e tinte horror.
Cosa ne Penso: Ricordavo benissimo Mighty Max e ho voluto rivederlo per capire se la nostalgia avesse alterato la mia percezione. Mighty Max è una classica serie nata per promuovere una linea di giocattoli, pensata come controparte maschile dei gusci di Polly Pocket, destinati alle bambine. Come già accennato, da bambino avevo tantissimi gusci di Mighty Max: l’arrivo del cartone animato fu il coronamento del mio fanatismo. Ciò che mi colpì subito fu la violenza inaspettata dello show: pur senza mostrarla esplicitamente, la serie includeva morti e scene con un certo tono gore. Rivederle oggi mi ha fatto ancora effetto, segno di un coraggio narrativo che oggi sarebbe difficile da replicare. Questo rendeva il tono generale più cupo e serio. Ovviamente non mancano gag e momenti più leggeri: il trio protagonista funziona molto bene, in particolare Max, che pur ricordando un "Bart Simpson", riesce a essere un eroe credibile, capace di crescere a ogni missione. L’animazione, seppur non eccelsa (in linea con gli standard delle serie americane di quegli anni), è compensata da un character design davvero notevole. Uno show perfetto? Purtroppo no. Il limite maggiore è quello comune a molte produzioni americane del tempo: 40 episodi suddivisi in sole due stagioni, molti dei quali strutturati con trame verticali. Non tutti gli episodi sono memorabili, e in diversi casi è evidente la finalità promozionale legata ai giocattoli. Per fortuna, la trama orizzontale è solida e coinvolgente, anche se il finale risulta troppo affrettato: l’espediente narrativo scelto è interessante, ma lascia un senso di incompiutezza, chiudendo tutto con poche frasi. Un vero peccato! In conclusione, Mighty Max è una serie per ragazzi davvero interessante per la sua epoca: ricca di spunti, con pregi e difetti. Merita assolutamente una visione. E forse, con una trama più coesa e un tono leggermente più adulto, sarebbe perfetta per un reboot moderno!
Voto Personale: 7-
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

domenica 8 giugno 2025

Plastic Nee-San

TitoloPlastic Nee-San
Anno: 2011-2012
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2014
Cosa mi Aspettavo: Mi è stato consigliato da mia sorella, ho subito pensato che fosse una stronzata allucinante.
Cosa Ho VistoNee-san, Okappa e Makimaki sono tre studentesse giapponesi che fanno parte del club di modellismo della propria scuola. Ogni giorno vivono avventure che vanno tra l'assurdo e il surreale.
Cosa ne Penso: Si tratta di un manga del 2009 edito da Square Enix, attualmente ancora in corso di pubblicazione in Giappone (purtroppo è inedito in Italia). È stato realizzato anche un adattamento anime destinato esclusivamente al web, composto da brevi episodi della durata di un paio di minuti ciascuno. Il trio di protagonisti funziona benissimo, grazie alla tipica comicità giapponese che caratterizza l'opera. L'animazione è molto fluida, a tratti elastica e gommosa: davvero delizioso! Peccato che la serie conti solo dodici episodi: una volta terminata, si vorrebbe subito vederne altri! Trovo strano che non siano stati prodotti altri episodi o un adattamento anime più completo. Recuperatelo: in totale dura una ventina di minuti!
Voto Personale: 7
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

sabato 7 giugno 2025

Death Note

TitoloDeath Note
Anno: 2006-2007
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2015
Cosa mi Aspettavo: La storia di un tizio che ammazza la gente con un diario sovrannaturale che gli è stato donato da un demone emo.
Cosa Ho Visto: Light Yagami, studente modello, è stanco di una vita mediocre imposta da una società corrotta. Un giorno trova il Death Note, un quaderno misterioso che permette di uccidere chiunque semplicemente scrivendone il nome. Inizialmente, Light utilizza questo potere per eliminare i criminali, convinto di poter ripulire il mondo dal male. Ben presto, però, incontra Ryuk, uno shinigami annoiato che ha lasciato cadere il Death Note sulla Terra per puro divertimento. Light decide allora di usare il quaderno per diventare Kira, un giustiziere spietato intenzionato a creare un nuovo mondo senza crimine, in cui lui stesso regnerà come un dio. Le sue azioni attirano l’attenzione di Elle, il più grande detective del mondo, determinato a smascherare e catturare Kira. Inizia così una guerra psicologica fatta di inganni, strategie e colpi di scena, in cui entrambi sono disposti a tutto pur di prevalere.
Cosa ne Penso: Quando uscì Death Note, lo snobbai senza pensarci troppo. Mi facevano schifo i tipici lettori di quel manga: ragazzini emo che giravano con il volume sottobraccio solo per farsi notare. Sì, lo ammetto: ero un coglione prevenuto. Mea culpa. Col senno di poi, Death Note ha avuto lo stesso impatto che anni dopo avrebbe avuto L’Attacco dei Giganti: ha attirato nel mondo del manga e dell’animazione giapponese anche chi, normalmente, non si sarebbe mai avvicinato a questo universo. E allora, passata la moda emo, ho deciso di recuperarlo. Perdonatemi, sono un maledetto radical chic. Ma che sorpresa! Mi sono goduto un’opera eccezionale. Il duo Ōba e Obata — che adoro — ha creato una storia avvincente, capace di intrecciare elementi sacri con profondi dubbi esistenziali. Cosa accadrebbe se una persona potesse decidere della vita e della morte altrui? Come reagirebbe? La prima parte è una vera e propria sfida tra menti brillanti, un thriller psicologico con sfumature da poliziesco classico. Anch’io sono tra quelli che ritengono che la seconda parte perda parecchio smalto: i nuovi antagonisti non hanno il carisma del loro predecessore. Tuttavia, esiste una teoria interessante secondo cui il vero finale di Death Note sarebbe nascosto nel finale di Bakuman. Ovviamente non c'è alcuna conferma ufficiale, ma mi piace pensarlo. In ogni caso, lode eterna a Light Yagami: un villain straordinario, che sprofonda nel male assoluto e muore come il verme che è sempre stato. Un personaggio così ben scritto da farti amare — e temere — ogni singola pagina. Death Note è un’opera potente. Da leggere e da vedere, sempre!
Voto Personale: 9
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

venerdì 6 giugno 2025

Puni Puni Poemi

TitoloPuni Puni Poemi
Anno: 2001
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2015
Cosa mi Aspettavo: Una storia collegata ad Excel Saga, mostrando tutta la follia tipica del programma. Non sapevo davvero cosa aspettarmi!
Cosa Ho VistoPoemi Watanabe, figlia di Shin'ichi Watanabe, è una ragazza giapponese delle medie il cui sogno è diventare una doppiatrice. Tuttavia, la sua quotidianità viene sconvolta da un'invasione aliena. Alla ragazza vengono donati poteri magici che le permetteranno di affrontare la minaccia extraterrestre.
Cosa ne Penso: Questo spin-off di Excel Saga, citato anche in un episodio della serie, ha in realtà ben poco a che vedere con l’opera originale di Kōshi Rikudō: l’unico vero collegamento è la presenza del simpaticissimo regista Watanabe. Prosegue nello stile esagerato dell’episodio “Strafare”, proponendo parodie estreme che prendono di mira le CLAMP, la fantascienza e persino il genere hentai. Divertente, sì, ma manca il carisma dei personaggi di Excel Saga. Poemi sembra una copia carbone di Excel: da guardare solo per puro "senso di completismo" (almeno è corto, visto che dura solo un paio di episodi). Nota: non esiste doppiato in italiano, ma lo trovate su YouTube sottotitolato.
Voto Personale: 4
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini