giovedì 31 luglio 2025

Italiano Medio

Titolo: Italiano Medio
Anno: 2015
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2020
Cosa mi Aspettavo: Di farmi due risate riguardando il primo film di Maccio Capatonda.
Cosa Ho VistoGiulio Verme è un ambientalista che odia tutto ciò che è superficiale. Si preoccupa talmente tanto per l’ambiente da sembra "lottare contro i mulini a vento". Dopo un litigio con la fidanzata Franca e il fallimento dell’ultima protesta organizzata dall’associazione I Salmoni, Giulio incontra un suo vecchio compagno di scuola, Alonzo Scarabocchi. Quest’ultimo gli propone di prendere una pillola che – a suo dire – lo farà stare meglio. Solo dopo averla ingerita, Giulio scopre che quella pillola gli permetterà di utilizzare solo il 2% del suo cervello. Da quel momento, Giulio si trasforma in un tamarro ossessionato dal sesso e dalla fama. Dopo una notte di eccessi, torna alla sua condizione normale, ma con una sorpresa: scopre di aver compiuto atti di ecoterrorismo contro alcune industrie inquinanti. Inizia così una doppia vita, scandita dall’assunzione delle misteriose pillole, che lo condurrà a un finale turbolento, in cui sarà la natura stessa a trionfare. Nel finale, Giulio comprende che è possibile essere sia ecologisti convinti sia amanti della superficialità.
Cosa ne Penso: Vedere questo film al cinema nel 2015, alla prima assoluta, fu un’esperienza unica: un’intera sala che faceva il tifo per Maccio Capatonda, uno dei comici più amati e intelligenti d’Italia. Un momento davvero speciale! All’epoca lo considerai un film intelligentissimo, il degno erede di Fantozzi. Rivedendolo anni dopo, continuo ancora a ridere e ad apprezzarne la critica all’italiano medio, ma mi rendo conto che il ritmo del film è piuttosto altalenante: parte in modo molto lento, quasi come un trailer di Maccio allungato, poi però ingrana e si trasforma in una storia davvero interessante. Lo considero ancora oggi un film molto valido, ma col tempo ha perso quell’aura di perfezione che ricordavo. Buona la prima, senza dubbio... Peccato però, perché adoro Maccio e penso che, per quanto riguarda cinema e serialità, gli manchi ancora qualcosa per raggiungere davvero la perfezione (Mario a parte).
Voto Personale: 7+
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

mercoledì 30 luglio 2025

Brutti e Cattivi

Titolo: Brutti e Cattivi
Anno: 2017
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2020
Cosa mi Aspettavo: Un film che vuole essere rozzo e provocatorio, che sotto sotto ammicca a Lo Chiamavano Jeeg Robot.
Cosa Ho Visto: Nella periferia di Roma agisce una banda criminale decisamente fuori dal comune composta dai seguenti personaggi: Papero, un uomo senza gambe; sua moglie Ballerina, una donna senza braccia; Giorgio Armati, detto "Il Merda", un tossicodipendente imprevedibile; e Plissé, uno scassinatore affetto da nanismo. Il loro obiettivo è ambizioso: rapinare la malavita cinese. Ma dietro il colpo si nasconde una rete di inganni, doppi giochi e tradimenti che metteranno alla prova la fragile alleanza del gruppo...
Cosa ne PensoLo Chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti è stata una vera ventata d’aria fresca nel panorama del cinema italiano (e non solo): un modo nuovo di raccontare una storia cruda, arricchita da elementi della cultura pop internazionale. Dopo il suo successo, sono emersi registi che hanno cercato di emularne lo stile, puntando su narrazioni cupe e marginali. Un esempio è Copperman, e un altro è proprio Brutti e Cattivi. Il problema è che, se nel primo lungometraggio di Mainetti (quasi) tutto funzionava alla perfezione, qui c’è qualcosa che non convince del tutto. I colpi di scena sono indubbiamente sorprendenti e ben piazzati, ma ci sono dettagli – a volte puerili, altre volte incredibilmente esagerati – che smorzano l’impatto emotivo della storia. Detto ciò, va riconosciuto almeno un merito: sono riusciti a rendere Simoncino simpatico. Guardatelo per vedere qualcosa di diverso, ma non aspettatevi miracoli.
Voto Personale: 5
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

martedì 29 luglio 2025

Addio Fottuti Musi Verdi

Titolo: Addio Fottuti Musi Verdi
Anno: 2017
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2020
Cosa mi Aspettavo: Un film fantascientifico del gruppo The Jackal.
Cosa Ho VistoCiro è un trentenne napoletano che lavora come grafico pubblicitario, ma la scarsa richiesta di lavoro e l’arroganza dei clienti non gli permettono di vivere serenamente. Il suo amico Fabio gli consiglia allora di inviare il curriculum a una strana agenzia che sostiene di venire dallo spazio. In realtà si tratta di alieni, i quali decidono di assumere Ciro. Lì, Ciro si trova benissimo, grazie a un sistema lavorativo basato sulla meritocrazia. Tuttavia, scopre che gli alieni hanno in programma di invadere la Terra. Ciro dovrà quindi prendere decisioni importanti per salvare le persone che ama e cercare di mantenere il lavoro dei suoi sogni.
Cosa ne Penso: Quante volte avete sentito la frase: "In Italia si girano solo film comici, romantici o drammatici"? Ogni volta che esce un film italiano che esce da questi schemi — che sia di fantascienza, animazione, azione, horror o altro — si sente subito esclamare: "Ohh, finalmente qualcosa di diverso!". Il problema è che questa concezione finisce per alterare la percezione dei film stessi: vengono esaltati solo perché hanno osato proporre qualcosa di nuovo. Se il film è bello, viene celebrato all’eccesso; se è brutto, viene comunque apprezzato perché è un film italiano "diverso". Mi dispiace, ma io non dirò mai una frase del genere. Un film può essere bello o brutto, punto. Poi certo, si possono fare delle considerazioni sul contesto, sul coraggio produttivo, sull’originalità... Ma non difenderò mai un film solo perché è di nicchia o perché si distingue dal solito panorama italiano. Tutta questa premessa per dirvi che AFMV ha ricevuto proprio questo tipo di trattamento. Secondo me è un’idea interessante, che però si perde in un finale banale. Se al posto degli alieni avessimo messo Ciro a lavorare all’estero, non sarebbe cambiato quasi nulla. Certo, si spera che nessuno voglia invadere l’Italia (LOL)… In ogni caso, non credo si meriti tutti gli elogi che ho sentito in giro. I The Jackal sono stati bravi, soprattutto considerando che è il loro primo film, ma resta un progetto ancora acerbo, che guardi e poi dimentichi. Esattamente come tante altre commediole italiane degli ultimi anni.
Voto Personale: 5
Rappresentazione Artistica

Fonte Bing

lunedì 28 luglio 2025

Gole Ruggenti

Titolo: Gole Ruggenti
Anno: 1992
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2020
Cosa mi Aspettavo: Una critica intelligente del Bagaglino sul Festival di Sanremo.
Cosa Ho Visto: Il conduttore Paolo Galli deve dirigere la più importante gara canora italiana, ma la situazione è davvero tesa. La settimana che precede la kermesse è piena di problemi: tensioni familiari, vallette che si comportano da dive, cantanti raccomandati, giochi di potere e forti pressioni politiche. Paolo, ormai esasperato e stremato, decide di andarsene poche ore prima della diretta televisiva. Sarà sua figlia Eleonora a fargli cambiare idea: grazie a lei, Paolo torna in tempo sul palco per portare a termine il suo compito.
Cosa ne Penso: Ricordavo di aver visto questo film da bambino: mi era sembrato interessante e divertente. Dopo aver rivisto Boris per l’ennesima volta, mi è tornato in mente e ho deciso di recuperarlo. Cosa ho ritrovato? Una cosa assurda! Da un lato, come fanno notare anche alcuni commenti, sembra quasi ci sia la stessa critica pungente di Boris, ma rivolta al Festival di Sanremo. Il problema, però, è che il tutto è filtrato attraverso la comicità del Bagaglino! Da bambino mi sembrava qualcosa di arguto, ma era chiaramente un ricordo distorto. La verità è che la critica messa in scena da Pingitore, pur essendo veritiera, viene raccontata in modo grossolano e becero. Il tutto è condito da una comicità sciocca e prevedibile, che annulla ogni potenziale spunto interessante. Un vero peccato: per una volta si poteva fare davvero qualcosa di valido.
Voto Personale: 5--
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

domenica 27 luglio 2025

Sketch & Soda

Titolo: Sketch & Soda
Anno: 2005
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2016
Cosa mi Aspettavo: Una serie di sketch di Lillo e Greg.
Cosa Ho Visto: Lo spettacolo è composto da diversi sketch di Lillo e Greg, fino ad arrivare al finale dove si canta "La Storia di Lhyrhlo".
Cosa ne Penso: Uno dei migliori show di Lillo Greg! Dinamico e spassoso, è composto da tantissimi sketch divertentissimi. Consigliato a tutti i fan del duo!
Voto Personale: 8-
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

sabato 26 luglio 2025

Il Mistero dell'Assassino Misterioso

Titolo: Il Mistero dell'Assassino Misterioso
Anno: 2013
Quando e Dove l'Ho Visto: Youtube - 2017
Cosa mi Aspettavo: Uno spettacolo investigativo e comico di Lillo e Greg.
Cosa Ho Visto: Durante uno spettacolo teatrale di genere giallo, l’attore che interpreta l’assassino si infortuna e perde i sensi. È necessario trovare assolutamente un sostituto, e uno spettatore del pubblico si propone volontario. Lo spettacolo prosegue, ma il nuovo interprete non conosce né la trama né le battute! Si arriva così al finale in modo sgangherato ed esilarante.
Cosa ne Penso: Lillo e Greg sono maestri nella realizzazione di sketch meta-comici: l’idea di uno spettatore che sostituisce un attore, pur non sapendo nulla della trama, è geniale e dà vita a gag davvero divertenti! Forse l’unico difetto è che l’espediente si prolunga un po’ troppo e, alla lunga, rischia di stancare. In ogni caso, è uno spettacolo che merita di essere visto.
Voto Personale: 6,5
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

venerdì 25 luglio 2025

D.N.A. - Decisamente non Adatti

Titolo: D.N.A. - Decisamente non Adatti
Anno: 2020
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2021
Cosa mi Aspettavo: Un film simpatico su Lillo e Greg.
Cosa Ho VistoIn seguito a un esperimento di scambio del DNA, i due amici Ezechiele e Nando si ritrovano con le vite completamente cambiate e migliorate. Tuttavia, l'esperimento darà origine a situazioni assurde e pericolose...
Cosa ne Penso: Adoro Lillo e Greg come comici, teatranti e musicisti, ma non li trovo altrettanto efficaci come attori. Di questo film, a dire il vero, non ricordo quasi nulla; rileggendo la trama ho solo vaghi flash... Forse è proprio questo il segnale del mio scarso gradimento.
Voto Personale: Senza Voto
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

giovedì 24 luglio 2025

Un Sacco Bello

Titolo: Un Sacco Bello
Anno: 1980
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2023
Cosa mi Aspettavo: Di rivedere il capolavoro di Carlo Verdone.
Cosa Ho VistoAnni ’80, Roma durante il ponte di Ferragosto, con la città svuotata e l’allerta per possibili attentati terroristici. Il film alterna le vicende di tre protagonisti diversi:
- Enzo, un trentenne "coatto", deve partire per le vacanze in Polonia con l’amico Sergio. Durante il viaggio, però, Sergio si sente male ed è costretto a fermarsi in ospedale. Enzo si rende conto di non sapere nulla del suo amico, che, stanco di una vita spericolata e superficiale, decide di cambiare. Enzo cerca disperatamente qualcun altro con cui partire, ma non si rende conto che è, in fondo, una persona sola. Alla fine trova "un amico di un amico" con cui partire, ma ignora che l’auto perde olio e presto si fermerà.
- Ruggero è un hippy scappato di casa, che vive in una comunità dedita al distacco dal materialismo e alla pratica dell’amore libero. Mentre fa la questua per la comunità, viene rintracciato dal padre, che lo invita a casa per parlargli. Lì Ruggero si ritrova circondato da una serie di personaggi assurdi, convocati nel tentativo di convincerlo a tornare alla vecchia vita. Il confronto ha un esito tragicomico, ma Ruggero decide comunque di non tornare indietro. Il padre, pur con rammarico, lo lascia andare.
- Leo Nuvolone è un ragazzo ingenuo di Trastevere che vive con la madre. Deve raggiungerla a Ladispoli per trascorrere insieme il Ferragosto, ma lungo la strada incontra Marisol, una girovaga spagnola in cerca di un alloggio. Dopo qualche titubanza, Leo accetta di ospitarla e la porta in giro per Roma. I due trascorrono una serata romantica, e tra loro sembra nascere qualcosa, ma improvvisamente ricompare il fidanzato di Marisol. Lei passa la notte con lui e il mattino dopo se ne va, senza dire nulla. Leo, deluso e frustrato dalla monotonia della sua vita, decide infine di raggiungere sua madre a Ladispoli.
Cosa ne Penso: Considero questo il miglior film di Carlo Verdone, non solo per le numerose gag memorabili (come Mario Brega che “è comunista così”), ma soprattutto per il messaggio profondo che trasmette. I tre protagonisti sono figure incapaci di comunicare: è proprio la mancanza di dialogo, di ascolto e di comprensione il vero tema centrale del film. La pellicola è intrisa di umanità: mostra con sincerità i difetti dei personaggi, che risultano incredibilmente umani e autentici con i loro difetti. Enzo è intrappolato nella maschera del “coatto” adolescenziale e non riesce ad ammettere la sua solitudine; Ruggero scappa da tutto, rifiutando ogni forma di responsabilità; Leo è bloccato in una vita piatta, senza il coraggio né la forza di cambiarla. Tutte le debolezze e le negatività dell’essere umano sono rappresentate in questi personaggi, rendendo il film un vero caposaldo del cinema italiano. Da vedere assolutamente!
Voto Personale: PIETRA MILIARE (ITALIANA)
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

mercoledì 23 luglio 2025

L'Allenatore nel Pallone

Titolo: L'Allenatore nel Pallone
Anno: 1984
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2024
Cosa mi Aspettavo: Un capolavoro dei B-Movie italiani.
Cosa Ho Visto: La Longobarda si qualifica per la Serie A di calcio. Il presidente Borlotti decide di assumere Oronzo Canà, un allenatore mediocre che ha avuto esperienze solo in Serie B. Nonostante tutto, Canà è entusiasta di questo nuovo incarico, ma il presidente vende i giocatori più forti della squadra. Con l'urgenza di trovare nuovi campioni, Canà parte per il Brasile alla ricerca di un giovane talento. Dopo una serie di vicende esilaranti, riesce a ingaggiare il calciatore Aristoteles. Il campionato inizia male: la Longobarda perde tutte le partite e i tifosi perdono fiducia. Tuttavia, il presidente decide di continuare a sostenere Canà. Durante un ritiro, l’allenatore dà fiducia ad Aristoteles, che finalmente si sblocca: grazie ai suoi gol, la squadra comincia a vincere. La situazione sembra migliorare, ma il presidente Borlotti rivela le sue vere intenzioni: ha assunto Canà perché lo ritiene il peggior allenatore in circolazione. Il suo piano era far retrocedere la squadra in Serie B, poiché mantenere un club in Serie A costa troppo. Canà è combattuto, ma alla fine sceglie di fare la cosa giusta: nell’ultima giornata di campionato, fa giocare Aristoteles. La Longobarda vince e conquista la salvezza, restando in Serie A. Oronzo Canà viene licenziato, ma è orgoglioso di aver fatto la cosa giusta.
Cosa ne Penso: Vi ho già parlato di quei film che, pur non essendo perfetti, hanno un ritmo e delle tempistiche tali da renderli memorabili, tanto da diventare veri e propri cult. Sono quei film che potresti guardare e riguardare senza mai stancarti. Ecco, L’Allenatore nel Pallone è esattamente uno di questi. Forse la prima parte è un po’ lenta, mentre la seconda accelera notevolmente, ma le battute e le citazioni sono tutte azzeccate, rimaste impresse nell’immaginario collettivo. Quello che colpisce è come il film, pur essendo una commedia, riesca a toccare temi come la corruzione e i giochi di potere nel mondo del calcio: dinamiche che, anni dopo, sarebbero emerse in veri scandali del sistema calcistico italiano (e non solo). In questo senso, ha saputo anticipare e analizzare con sorprendente lucidità certi meccanismi del pallone. È un film unico nel suo genere, e purtroppo questo spirito non è stato affatto replicato nel deludente L’Allenatore nel Pallone 2. Guardatelo e riguardatelo: è un piccolo cult che merita di essere riscoperto.
Voto Personale: PIETRA MILIARE (DEI B-MOVIE ITALIANI)
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

martedì 22 luglio 2025

Com'è Umano Lui!

Titolo: Com'è Umano Lui!
Anno: 2024
Quando e Dove l'Ho Visto: RaiPlay - 2024
Cosa mi Aspettavo: Una fiction Rai su Paolo Villaggio, tra curiosità e timore di vedere una storia melensa.
Cosa Ho VistoGenova, 1959. Paolo Villaggio è un giovane di buona famiglia, ma preferisce passare le giornate a fare bisbocce con gli amici Fabrizio De André e Piero Repetto, detto "Polio". Insieme a Fabrizio, Paolo mostra un lato creativo e artistico, ma la sua famiglia gli impone una vita più stabile e sicura. Nel frattempo, Paolo si innamora della giovane Maura Albites, che rimane incinta dopo il loro primo rapporto. Senza laurea né lavoro, Paolo decide di sposarla e di accettare un impiego come impiegato d'azienda. Quel lavoro, però, lo rende profondamente infelice, anche se nel tempo libero continua a coltivare la sua vena comica esibendosi a teatro. Durante una serata in cui sostituisce Enzo Jannacci, viene notato dal giornalista Maurizio Costanzo, che gli propone di esibirsi a Roma. Paolo accetta: è l’inizio della svolta. Il pubblico lo conosce come il Professor Otto von Kranz, e presto arrivano anche i primi spettacoli in Rai e la nascita di personaggi iconici come Fracchia e Fantozzi. Ormai famoso, i suoi genitori si rendono conto di avergli sempre tarpato le ali: il rapporto si ricuce nel finale. Nel 1975 arriva la proposta per il film Fantozzi, e con essa il successo definitivo. Il film si chiude con un’intervista di Maurizio Costanzo, in cui Paolo Villaggio realizza come Fantozzi sia diventato un’icona indelebile della cultura italiana.
Cosa ne Penso: È evidente che questo film nasce sulla scia del successo di Fabrizio De André – Principe Libero, anche se si percepisce un budget più contenuto. Enzo Paci interpreta molto bene Paolo Villaggio, anche se ricorda più il Villaggio degli anni della maturità. Avrei apprezzato, per una volta, una miniserie o una fiction in più puntate, che permettesse di approfondire meglio la nascita del personaggio di Fantozzi. Purtroppo il film procede troppo velocemente, ma resta interessante vedere chi fosse davvero Villaggio prima della fama, soprattutto nella fase giovanile e durante il suo lavoro forzato in ufficio. Non è un film perfetto, ma è senz’altro superiore a molte delle fiction mediocri prodotte dalla Rai. Lo consiglio.
Voto Personale: 6
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

lunedì 21 luglio 2025

Mostruosamente Villaggio

Titolo: Mostruosamente Villaggio
Anno: 2024
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2024
Cosa mi Aspettavo: Un documentario che ricorda Paolo Villaggio e i suoi film. 
Cosa Ho Visto: In questo documentario, la voce narrante di Luca Bizzarri racconta la figura artistica di Paolo Villaggio, mettendo in luce come Fantozzi vada oltre la semplice maschera dell’italiano medio. Viene inoltre mostrato anche il lato più autentico e genovese dell’attore.
Cosa ne Penso: Un documentario su Paolo Villaggio non posso proprio perdermelo. Questo è molto diverso da La Voce di Fantozzi: si concentra maggiormente sulla figura di Villaggio e su come la sua comicità abbia influenzato e cambiato l’Italia. L’ho trovato interessante e lo consiglio vivamente. Tuttavia, non ho apprezzato la frase finale che recita: "Si sa che i migliori Fantozzi sono i primi due, gli altri sono fatti solo per denaro." Trovo questa affermazione banale e approssimativa, oltre che riduttiva.
Voto Personale: 7
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

domenica 20 luglio 2025

Fantozzi - Il Ritorno

Titolo: Fantozzi - Il Ritorno
Anno: 1996
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2023
Cosa mi AspettavoFantozzi ritorna e fa cose. 
Cosa Ho VistoFantozzi non può godersi nemmeno il Paradiso! Ci sono troppe persone e mancano gli spazi; un angelo dalle fattezze di Massimo D’Alema lo rimanda sulla Terra finché il problema non sarà risolto. Fantozzi torna in vita, e tutti si comportano come se nulla fosse accaduto. Riprendono così le sue disavventure tragicomiche, finché non viene coinvolto dalla polizia per indagare sulle accuse di corruzione ai danni del Megadirettore Galattico. Le indagini, però, si concludono nel peggiore dei modi: Fantozzi viene accusato ingiustamente di essere lui il vero mandante, e il giudice lo condanna a 20 anni di galera. Qualche anno dopo, il Megadirettore entra in politica e, grazie all’indulto, fa scarcerare Fantozzi. Ora Fantozzi è finalmente libero e può godersi la finale dei Mondiali di Calcio… ma proprio in quel momento viene richiamato in Paradiso. Ad accompagnarlo è un angelo che somiglia a Silvio Berlusconi: il Paradiso ora è diventato un enorme cinema-teatro. Peccato che il posto a sedere di Fantozzi sia dietro una colonna, e, come se non bastasse, ha talmente sfortuna che gli tocca una pubblicità… che durerà per l’eternità.
Cosa ne Penso: Si dice spesso che i film successivi al primo capitolo siano stati realizzati solo per motivi economici. Per quanto questa affermazione mi sembri estremamente riduttiva, è innegabile che il nono e il decimo capitolo siano palesemente pensati per fare cassa. Tuttavia, se Fantozzi 2000 – La Clonazione è una vera e propria schifezza, questo nono capitolo riesce almeno a far ridere. Le gag non sono particolarmente originali, ma qualche risata la strappano comunque. Nel complesso, è un film godibile, perfetto per una serata leggera e divertente.
Voto Personale: 7,5
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

sabato 19 luglio 2025

Fantozzi in Paradiso

Titolo: Fantozzi in Paradiso
Anno: 1993
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2021
Cosa mi AspettavoFantozzi si avvia al fine della sua tragicomica vita. 
Cosa Ho Visto: Durante il funerale del ragionier Fonelli, Fantozzi prende coscienza della brevità della vita e, in un impeto di follia, tenta insieme a Filini una rapina alla Megaditta. L’impresa, ovviamente, si conclude in modo tragicomico. Tornando a casa, scopre che sua figlia Mariangela è stata sfrattata. I coniugi Fantozzi decidono di ospitare la famiglia della figlia, ma vengono ingannati e cacciati da lei stessa. Rimasti senza casa, trovano rifugio in un garage adattato a abitazione. La vita continua tra nuove disavventure e funerali: in uno di questi, Fantozzi e il sacerdote della funzione rimangono feriti e vengono ricoverati in ospedale. Qui arriva la notizia shock: Fantozzi ha solo una settimana di vita a causa di un male incurabile ai polmoni. Decide allora di godersi fino in fondo i suoi ultimi giorni, abbandonandosi a ogni sfizio e capriccio. Ma, una volta esauriti i sogni proibiti, precipita in una profonda depressione. Pina, venuta a conoscenza della diagnosi, paga in segreto la Signorina Silvani affinché regali a Fantozzi un’ultima settimana di felicità. I due partono per Cortina d’Ampezzo, ma la Silvani, pur di non concedersi, cerca ogni stratagemma per farlo fuori… con esiti sempre comici e fallimentari. Alla fine, Fantozzi assume una bevanda afrodisiaca che gli permette di avere un leggendario amplesso con la Silvani. Soddisfatto, pensa di inviare a Pina una lettera di insulti… ma scopre che era stata proprio lei ad architettare tutto per il suo bene. Toccato dal gesto, torna dalla moglie per trascorrere con lei i suoi ultimi momenti. Arriva il giorno fatidico. Fantozzi partecipa a una processione espiatoria, ma durante il rito si scopre che il medico aveva scambiato la sua radiografia con quella del sacerdote, che muore all’istante. Felice di essere salvo, Fantozzi esulta… ma proprio in quel momento viene investito da un camion e poi schiacciato da un rullo compressore. Accetta il suo destino e muore. Al suo funerale sono presenti tutti. Fantozzi è finalmente pronto ad entrare in Paradiso, ma l’aereo celeste viene dirottato da terroristi buddisti. Fantozzi viene portato davanti a Buddha, che sta rubando anime per vendicarsi dei missionari cristiani. Costretto a reincarnarsi, gira la ruota del destino… e si ritrova nel corpo di un neonato, vestito esattamente come lui. La sua vecchia vita… ricomincia da capo!
Cosa ne Penso: L’unica “pecca” di questo ottavo capitolo è il fatto di non far parte del duo originale di film, perché lo considero uno dei migliori della saga di Fantozzi, se non il più profondo. Paolo Villaggio prosegue il tema della vecchiaia, già affrontato nel sesto film, ma questa volta si concentra in modo esplicito sulla morte. Si parte dalla solitudine dell’abbandono e si arriva al vuoto esistenziale che si prova di fronte alla fine della vita. I piaceri sfrenati non offrono soluzioni né appagamento: solo gli affetti sinceri riescono davvero a farci stare bene in questo mondo. In questo episodio, Fantozzi compie imprese memorabili nella sua “lore”, ma alla fine viene abbandonato persino da Dio: accetta la propria fine… FANTOZZI È MORTO… FANTOZZI È VIVO! Molto interessante anche il finale, in cui si intravede un riconoscimento delle diverse religioni, senza mai rinunciare al cinismo e al sarcasmo tipici della saga. Trovo straordinario come una tematica tanto profonda riesca a fondersi con una comicità che alterna intelligenza tagliente e umorismo volutamente puerile. Perfetto. Consigliato a tutti e abbandonate il classico pregiudizio del "i migliori Fantozzi sono solo i primi due"!
Voto Personale: 10
Rappresentazione Artistica

Fonte ChatGPT

venerdì 18 luglio 2025

Fantozzi alla Riscossa

Titolo: Fantozzi alla Riscossa
Anno: 1990
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2021
Cosa mi AspettavoFantozzi si avvia alla vecchia. 
Cosa Ho Visto: Continua la vita da pensionato del ragionier Fantozzi, ma il peso delle umiliazioni subite nel corso degli anni lo tormenta profondamente. Deciso a riscattarsi, trova il coraggio per cambiare la propria situazione e ottenere finalmente fama e riconoscimento sociale. Tenta di tutto: cerca di far recitare sua nipote Ughina nell’ultimo episodio del Pianeta delle Scimmie, partecipa come giudice popolare a un processo contro la mafia e arriva perfino a diventare un hooligan, vandalizzando eventi pubblici nel tentativo di sentirsi “realizzato”. Inaspettatamente, il Direttore Naturale Barambani — dopo che Fantozzi ha scoperto un suo bizzarro feticismo — decide di premiarlo, nominandolo megadirigente. Fantozzi tocca il vertice del successo… ma è tutto un inganno: gli viene infatti addossata l’intera responsabilità di una bancarotta fraudolenta. Arrestato, viene rilasciato poco dopo per infermità mentale, anche grazie all’intervento della moglie, la signora Pina, che ha pubblicato il libro Come vivere con un Fallito ed Essere Felici. Ferito nell’orgoglio, Fantozzi si sente umiliato e chiede il divorzio. Ma dopo una serie di disavventure tragicomiche con la Signorina Silvani e il Geometra Filini, torna infine della moglie, accettando ancora una volta il suo destino.
Cosa ne PensoIl film prosegue idealmente il percorso iniziato nel capitolo precedente, concentrandosi stavolta sul tema del riscatto personale. Anche qui non mancano gag memorabili, come l’inquietante processo contro la mafia, le esilaranti lezioni da hooligan tenute da suo figlio e la surreale convivenza nella nuova casa condivisa con Filini e la Signorina Silvani. Il senso di impotenza del ragionier Fantozzi raggiunge in questo episodio il suo apice: si ride, ma con un retrogusto amaro. Pur non potendo eguagliare i capolavori originali, resta comunque uno dei migliori film della saga. Consigliato al 100%!
Voto Personale: 8+
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

giovedì 17 luglio 2025

Fantozzi va in Pensione

Titolo: Fantozzi va in Pensione
Anno: 1988
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2021
Cosa mi AspettavoFantozzi si avvia alla vecchia. 
Cosa Ho VistoDopo anni di onorato servizio, finalmente Fantozzi e i suoi colleghi vanno in pensione! All’inizio c’è grande gioia per il traguardo raggiunto, ma col passare dei giorni Fantozzi scopre l’amara verità: senza la routine del lavoro, si sente vuoto e inutile. Prova a dedicarsi a diversi hobby, ma ogni tentativo si conclude in modo tragicomico. Arriva perfino a fingersi giovane per cercare di tornare a lavorare: supera brillantemente tutte le prove, dimostrando di essere il migliore. Ma, quando il trucco si scioglie, viene scoperto e cacciato via. Sprofondato nella depressione, riceve finalmente una telefonata da un locale che cerca un ragioniere. Fantozzi riprende a lavorare con entusiasmo… ma dietro quella nuova opportunità si nasconde il sacrificio di Pina, che si è messa a lavorare di notte come donna delle pulizie per potergli pagare lo stipendio. Quando Fantozzi scopre la verità, decide di lasciare il lavoro per amore della moglie. Le promette di farsene una ragione… ma in realtà, ogni giorno si reca malinconico davanti alla Megaditta. È proprio lì che il Duca Conte Barambani gli propone un’offerta: tornare a lavorare per l’azienda, ma gratuitamente, fino alla morte! Fantozzi accetta con entusiasmo… e scopre che anche tutti i suoi colleghi sono tornati a lavorare. Soddisfatto, riprende il suo posto.
Cosa ne Penso: Non recensisco Superfantozzi perché non sono riuscito a trovarlo in streaming legale, quindi passo direttamente al sesto capitolo. Credo che con questo film la saga si sia ripresa pienamente, dimostrando che Fantozzi funziona al meglio quando è supportato da una vera trama, senza però rinunciare alla struttura episodica. Paolo Villaggio riesce a rappresentare con grande efficacia il dramma di una vita talmente alienata dal lavoro da non riuscire a godersi neppure la pensione: quando tutto finisce, resta solo un vuoto profondo. Viene mostrata in modo amaro la miseria della vecchiaia, e come questo mondo frenetico tenda a mettere da parte chi non è più produttivo. Su questo piano, Villaggio è stato davvero superlativo. Non mancano, comunque, ondate di gag memorabili, come il film pornografico Le Casalingue, il terribile cane Fido e i furti continui della pensione. Non è perfetto come i primi due film, ma resta un capitolo di grande valore: da vedere assolutamente!
Voto Personale: 8,5
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

mercoledì 16 luglio 2025

Fantozzi Subisce Ancora

Titolo: Fantozzi Subisce Ancora
Anno: 1983
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2021
Cosa mi Aspettavo: Il continuo della nuova era della saga di Fantozzi. 
Cosa Ho VistoFantozzi continua a subire! Questa volta deve affrontare: la piaga dell'assenteismo, la malasanità italiana, la demagogia dei politici e la figlia che rimane incinta.
Cosa ne Penso: Considero questo quarto capitolo come il naturale proseguimento di Fantozzi Contro Tutti. Nonostante le tematiche siano in continuità con i precedenti, è evidente che qualcosa è cambiato rispetto al primo film… Alcune gag risultano forzate, in particolare quella con Andrea Roncato nei panni del perverso Loris Batacchi, o le gare olimpioniche aziendali, che si trascinano troppo a lungo. Tuttavia, per fortuna, non manca la consueta e feroce critica satirica che riesce a salvare l’intero film. Non è perfetto, ma resta comunque godibile..
Voto Personale: 5
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

martedì 15 luglio 2025

Fantozzi Contro Tutti

Titolo: Fantozzi Contro Tutti
Anno: 1980
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2021
Cosa mi Aspettavo: Una nuova era della saga di Fantozzi. 
Cosa Ho VistoFantozzi entra negli anni ’80 e si ritrova ad affrontare tutte le manie del periodo (e non solo): la teledipendenza, l’ossessione per la pornografia, le diete dimagranti, il ciclismo forzato e perfino il tradimento da parte della moglie. Nel finale, desidera scrivere nel cielo la frase: “Il Mega Presidente è uno stronzo!” — e incredibilmente la scritta appare davvero! Scoperto, Fantozzi viene umiliato pubblicamente: la frase viene modificata inserendo il suo nome, trasformandolo nel bersaglio del ridicolo. Tornato a casa, tenta di rispondere agli sberleffi dei vicini… ma finisce rovinosamente in un tombino!
Cosa ne Penso: Inizia una nuova era per Fantozzi. Secondo molti, solo i primi due film valgono davvero, mentre i successivi otto sarebbero da dimenticare. Personalmente non sono d’accordo: pur non essendo perfetti, contengono ancora numerose gag memorabili. In questo capitolo troviamo, tra l’altro, le esilaranti vicende con Diego Abatantuono e l’iconica Coppa Cobram: puro divertimento! Tuttavia, non considero eccezionale la nuova direzione intrapresa da Neri Parenti: il film si difende, ma si ferma alla sufficienza.
Voto Personale: 6+
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

lunedì 14 luglio 2025

Il Secondo Tragico Fantozzi

TitoloIl Secondo Tragico Fantozzi
Anno: 1976
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2021
Cosa mi Aspettavo: Il sequel del cult di Paolo Villaggio. 
Cosa Ho Visto: Proseguono le tragicomiche disavventure del ragionier Fantozzi. Dopo una lunga serie di umiliazioni, riesce finalmente a fuggire insieme all'amore segreto della sua vita: la Signorina Silvani. I due partono per Capri, in una sorta di luna di miele, ma le situazioni degenerano rapidamente in un susseguirsi di eventi sempre più assurdi. Dopo aver persino rischiato la vita, Fantozzi scopre amaramente che la Signorina Silvani lo ha soltanto usato: voleva vendicarsi dei tradimenti e far ingelosire suo marito, Luciano Calboni. Deluso e disperato, Fantozzi tenta il suicidio lanciandosi dal Salto di Tiberio… ma viene pescato dalla Findus! Finisce addirittura in vendita al mercato la Vigilia di Natale, finché sua moglie non lo ritrova e lo riporta a casa. Rassegnato, Fantozzi accetta il proprio destino e torna alla Megaditta, ma ripartendo dal gradino più basso della gerarchia aziendale: quello di parafulmine umano!
Cosa ne Penso: Un altro capolavoro, che considero un tutt’uno con il primo capitolo: per me formano un unico, grande film. La formula è la stessa, ma questo episodio raccoglie alcune delle gag più esilaranti dell’intera saga di Fantozzi: dalla celebre scena al casinò, alla cena con l’altolocata contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, fino all’indimenticabile parodia de La corazzata Kotiomkin. Peccato solo che questo sarà l’ultimo film della serie diretto da Luciano Salce. Da vedere assolutamente!
Voto Personale: PIETRA MILIARE (ITALIANA)
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

domenica 13 luglio 2025

Fantozzi

TitoloFantozzi
Anno: 1975
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2021
Cosa mi Aspettavo: Di rivedere il cult assoluto di Paolo Villaggio.
Cosa Ho VistoUgo Fantozzi è un ragioniere che conduce una vita mediocre: viene più volte umiliato nella Megaditta dove lavora, è sposato con Pina, una donna che non ama, e ha una figlia mostruosa di nome Mariangela. Per tutta la vicenda è protagonista di episodi tragicomici, ma nel finale scopre il pensiero comunista e decide di ribellarsi alla Megaditta. Tuttavia, il Megadirettore Galattico lo convince a cambiare idea riempiendolo di frasi retoriche, e Fantozzi finisce per tornare al lavoro, facendo la "triglia" nell’acquario dei dipendenti. 
Cosa ne PensoIn questi giorni abbiamo parlato di cult italiani, e non poteva certo mancare la visione obbligatoria del capolavoro di Paolo VillaggioFantozzi è un personaggio che va oltre la semplice maschera comica: chiunque può rispecchiarsi in lui, perché rappresenta l’italiano medio, con le sue paure, le sue sconfitte e le sue (rarissime) rivincite. Fantozzi è eterno perché racconta, con straordinaria lucidità, tutti i difetti della nostra società: le disuguaglianze sociali, i sotterfugi, il menefreghismo, l’arrivismo e via dicendo. Il tutto viene mostrato con il cinismo tagliente di Paolo Villaggio, condito da un pizzico di grottesco che rende ogni situazione irresistibilmente tragicomica. C’è chi ride della satira di Fantozzi e chi, invece, la rifiuta, forse perché riflette un’amara verità troppo vicina alla realtà. Stupendo! Il film è perfetto? All’epoca, la sua struttura episodica non fu particolarmente apprezzata, ma oggi resta un’opera che diverte e fa riflettere ancora con grande forza. Inoltre, vediamo un Fantozzi ancora psicologicamente sfaccettato: è consapevole di dover subire per sopravvivere, ma in più di un’occasione prova a ribellarsi, con una dignità tutta sua. La forza di Fantozzi sta proprio in questo: non può essere fermato. Perde sempre… ma si rialza ogni volta! Viene murato vivo? Ne esce fuori! Muore? Ritorna in vita più volte! Fantozzi è il primo dei perdenti, ma per noi rimane il primo dei vincitori. Un film da vedere assolutamente. E, se potete, leggete anche i libri da cui è tratto: forse sono persino migliori!
Voto Personale: PIETRA MILIARE (ITALIANA)
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

sabato 12 luglio 2025

Il Soldato di Ventura

TitoloIl Soldato di Ventura
Anno: 1976
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2025
Cosa mi Aspettavo: Il miglior film in assoluto di Bud Spencer, un cult della mia infanzia. 
Cosa Ho Visto: 1503, Puglia. Ettore Fieramosca è un soldato di ventura in cerca di impiego insieme ai suoi compagni d'arme, stremati dalla fame e dalle fatiche della guerra. Francia e Spagna si contendono il controllo del territorio, mentre le truppe italiane vengono spesso considerate mercenarie senza patria. Dopo l’oltraggio che lo scribacchino Bracalone ha subito, pubblicamente umiliato dai francesi, Ettore decide di schierarsi con gli spagnoli, ritenendo quella causa più giusta. Tuttavia, il suo compagno d’arme, Graiano d’Asti, non condivide la scelta e, spinto dal disaccordo, si allea segretamente con i francesi. Questi, però, dopo aver ottenuto da lui le informazioni che cercavano, lo tradiscono e lo uccidono. Il giorno seguente, Ettore — ignaro del doppio gioco — trova il cadavere dell’amico. Scosso e indignato, decide di lanciare una sfida cavalleresca ai francesi per vendicare l’offesa e ristabilire l’onore dei soldati italiani. Per affrontare lo scontro, dovrà riunire una squadra di tredici valorosi cavalieri, determinati a difendere l’onore dell’Italia — un’Italia che ancora non esiste come nazione, ma che già vive nello spirito dei suoi uomini più fieri.
Cosa ne Penso: Considero questo rifacimento comico della Disfida di Barletta un vero capolavoro: una piccola gemma di sceneggiatura dove tutto torna al posto giusto. Le gag sono esilaranti, il ritmo è sempre incalzante e l’intera narrazione ricorda una quest di Brancalonia (gioco a cui si è ispirato). Forse l’ingresso di Guglielmo Albimonte da Peretola nel gruppo risulta un po’ casuale, ma è davvero l’unico appunto in una commedia avventurosa che diverte dall’inizio alla fine. Non ho parole per descrivere quanto sia spassoso questo film: DOVETE ASSOLUTAMENTE VEDERLO!
Voto Personale: PIETRA MILIARE
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

venerdì 11 luglio 2025

Superfantagenio

TitoloSuperfantagenio
Anno: 1986
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2025
Cosa mi Aspettavo: Bud Spencer nel ruolo di un'improbabile genio. 
Cosa Ho VistoMiami, anni '80. Al Haddin è un quindicenne che si arrangia con piccoli lavoretti per aiutare la famiglia. Un giorno trova una vecchia lampada e, pulendola, scopre che si tratta proprio della lampada di Aladino. Da essa esce un genio capace di esaudire ogni suo desiderio. In questa magica avventura, Al troverà nel genio la figura di un padre, mentre tutti i cattivi finiranno per essere puniti.
Cosa ne Penso: Sulla scia dei film per ragazzi degli anni ’80, Corbucci realizza un film dalla formula semplicissima: prendiamo Bud Spencer e diamogli dei poteri magici. Fine! Il film si spiega da solo. Quello che segue è una serie di scene costruite attorno a effetti speciali oggi invecchiati male, pensate principalmente per far ridere un pubblico molto giovane. L’unico spunto interessante — il capo della polizia che vuole sfruttare il genio per dominare il mondo — viene relegato agli ultimi dieci minuti. Un vero peccato, perché avrebbe potuto dare una svolta all’intera pellicola. Una scemenza, insomma. Ma per fortuna c’è Bud, che resta sempre una garanzia.
Voto Personale: 4
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT