Titolo: Il Ragazzo di Campagna
Anno: 1984
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2023
Cosa mi Aspettavo: Di rivedere il miglior film di Renato Pozzetto.
Cosa Ho Visto: Artemio è un contadino della campagna lombarda. Vive con la madre in un paesino sperduto e dimenticato dalla modernità, abitato quasi esclusivamente da persone anziane. L’unica giovane del luogo è Maria Rosa, una ragazza innamorata perdutamente di lui, ma non ricambiata. Il giorno del suo quarantesimo compleanno, stanco della solita vita, Artemio decide di trasferirsi a Milano per realizzarsi e cambiare destino. Tuttavia, non conosce nulla della città e finisce subito coinvolto in una serie di equivoci esilaranti e assurdi. Dopo un incontro con il cugino criminale Severino Cicerchia, detto “Lo Scoreggione”, Artemio conosce Angela Corsi: una donna in carriera che incarna perfettamente lo spirito della “Milano da Bere”. Angela lo trova buffo e simpatico, lo aiuta a sistemarsi in città e a provare diversi lavori, tutti però destinati a un esito fallimentare. Alla fine, Artemio confessa ad Angela il proprio amore, ma lei lo rifiuta, spiegandogli che non è pronta a una relazione seria e vuole ancora fare esperienze. Disperato, Artemio tenta il suicidio, ma viene salvato da un losco individuo che gli propone di diventare spacciatore per lui. Indignato, Artemio rifiuta e, dopo aver inveito contro la città stessa, viene espulso dalla polizia. Così è costretto a tornare al suo paese. Riprende la vita di sempre, ma scopre che Maria Rosa è cambiata: è diventata più carina, i brufoli sono spariti, e lui finisce per innamorarsene perdutamente. Proprio allora, però, Angela arriva in campagna per dirgli che è pronta ad accettare la sua proposta di matrimonio e a mettere su famiglia con lui. Artemio, ormai sereno e appagato, declina gentilmente: ha ritrovato la felicità nella sua vita di campagna accanto a Maria Rosa.
Cosa ne Penso: Uno dei cult assoluti della commedia italiana, probabilmente il miglior film di Renato Pozzetto. Funziona benissimo non solo per i tempi comici perfetti e per l’umorismo che oscilla tra l’assurdo e la sorpresa continua, ma soprattutto perché è diventato un’icona capace di raccontare in modo vivido la Milano degli anni ’80, la celebre “Milano da Bere”. Ancora oggi conserva intatta la sua freschezza: diverte, intrattiene ed è sempre uno spasso da rivedere!
Voto Personale: PIETRA MILIARE (DELLA COMMEDIA ITALIANA)
Rappresentazione Artistica











































