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mercoledì 21 gennaio 2026

Per Vincere Domani - Karate Kid

Titolo: Per Vincere Domani - Karate Kid
Anno: 1984
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Di rivedere un classico della mia infanzia.
Cosa Ho VistoDaniel LaRusso, un ragazzo diciassettenne, si trasferisce con la madre in California dopo la morte del padre. Fa subito amicizia con alcuni ragazzi che lo invitano a una festa sulla spiaggia, dove conosce e si innamora della bella cheerleader Ali Mills, ricambiato da lei. Tuttavia, mentre i due stanno parlando, arriva Johnny Lawrence, l’ex fidanzato di Ali, che cerca di chiarire con la ragazza, ma finisce per litigare con Daniel, intervenuto in sua difesa. Johnny è un karateka del dojo Cobra Kai, una scuola che insegna a usare il karate in modo violento. Daniel viene malmenato da Johnny, il ragazzo è costretto alla fuga. Il giorno dopo inizia una vera e propria faida con il gruppo del Cobra Kai: dapprima Daniel li provoca, ma in seguito subisce da loro continui atti di bullismo feroce. Col passare dei giorni, Daniel fa la conoscenza del signor Miyagi, un anziano giapponese apparentemente gentile ma solitario. Durante la notte di Halloween, mentre Daniel subisce l’ennesima aggressione, Miyagi interviene usando il karate e sconfigge da solo tutti i bulli. Daniel gli chiede di insegnargli il karate, ma inizialmente Miyagi rifiuta: preferisce cercare una soluzione pacifica con il dojo. Così accompagna Daniel dal sensei del Cobra Kai, John Kreese, un ex veterano del Vietnam che insegna ai suoi allievi a rispondere solo con violenza. Kreese respinge la proposta di pace, considerandola un segno di debolezza. A quel punto Miyagi propone un’alternativa: la disputa verrà risolta al Torneo di Karate Under 18, chi vincerà dovrà essere lasciato in pace. Da quel momento inizia una tregua temporanea. Miyagi accetta di allenare Daniel, ma lo fa con metodi insoliti: gli affida lavori domestici ripetitivi come verniciare, lavare e lucidare. Daniel si spazientisce, finché Miyagi non gli dimostra che quei movimenti erano esercizi nascosti di difesa. Così Daniel comprende che il karate di Miyagi è uno stile difensivo, da usare solo per proteggere se stessi e gli altri. Durante l’allenamento, Daniel scopre anche il doloroso passato del maestro: un ex militare della Seconda Guerra Mondiale che ha perso moglie e figlia. Tra i due nasce un legame profondo, quasi come tra nonno e nipote. Arriva il giorno del torneo. Daniel riesce ad arrivare fino alle semifinali, dove affronta Bobby, uno degli amici di Johnny. Kreese ordina al ragazzo di ferire Daniel: Bobby è riluttante, ma cede alla pressione del maestro e lo colpisce duramente. Nonostante il dolore, Miyagi riesce a rimettere in sesto Daniel con una tecnica particolare, permettendogli di continuare. In finale, Daniel affronta Johnny in un duro scontro di resistenza. Con coraggio e determinazione, riesce a vincere grazie alla tecnica della gru insegnatagli da Miyagi. Alla fine, Johnny e gli altri del Cobra Kai riconoscono la vittoria di Daniel, che festeggia il trionfo insieme al maestro e ad Ali.
Cosa ne Penso: Il primo Karate Kid è un vero gioiellino del suo genere: non un film perfetto, forse è solo un semplice filmetto per ragazzi, ma è un’opera che funziona benissimo. Non è solo un cult per le scene iconiche come il celebre “metti la cera, togli la cera” o il calcio della gru, ma convince soprattutto per la profondità dei rapporti umani. Daniel non è un eroe puro e senza macchia: sa essere anche provocatore, ma è di buon cuore, e il film sottolinea spesso il divario sociale tra ricchi e poveri. Grazie a questo ruolo, Ralph Macchio è divenuto il simbolo della gioventù degli anni '80Johnny, dal canto suo, non è cattivo per natura: è solo mal guidato dal folle Kreese. E poi c’è il maestro Miyagi, un personaggio straordinario, segnato da un dolore atroce, che costruisce con Daniel un legame commovente e indimenticabile. Pat Morita offre un’interpretazione incredibile, che gli valse meritatamente la candidatura all’Oscar l’anno seguente. Nella sua semplicità, Karate Kid funziona ancora alla perfezione: un film da vedere e riveder
Voto Personale: PIETRA MILIARE (DEL CINEMA PER RAGAZZI)
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

mercoledì 31 dicembre 2025

Il Ragazzo di Campagna

Titolo: Il Ragazzo di Campagna
Anno: 1984
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2023
Cosa mi Aspettavo: Di rivedere il miglior film di Renato Pozzetto.
Cosa Ho VistoArtemio è un contadino della campagna lombarda. Vive con la madre in un paesino sperduto e dimenticato dalla modernità, abitato quasi esclusivamente da persone anziane. L’unica giovane del luogo è Maria Rosa, una ragazza innamorata perdutamente di lui, ma non ricambiata. Il giorno del suo quarantesimo compleanno, stanco della solita vita, Artemio decide di trasferirsi a Milano per realizzarsi e cambiare destino. Tuttavia, non conosce nulla della città e finisce subito coinvolto in una serie di equivoci esilaranti e assurdi. Dopo un incontro con il cugino criminale Severino Cicerchia, detto “Lo Scoreggione”, Artemio conosce Angela Corsi: una donna in carriera che incarna perfettamente lo spirito della “Milano da Bere”. Angela lo trova buffo e simpatico, lo aiuta a sistemarsi in città e a provare diversi lavori, tutti però destinati a un esito fallimentare. Alla fine, Artemio confessa ad Angela il proprio amore, ma lei lo rifiuta, spiegandogli che non è pronta a una relazione seria e vuole ancora fare esperienze. Disperato, Artemio tenta il suicidio, ma viene salvato da un losco individuo che gli propone di diventare spacciatore per lui. Indignato, Artemio rifiuta e, dopo aver inveito contro la città stessa, viene espulso dalla polizia. Così è costretto a tornare al suo paese. Riprende la vita di sempre, ma scopre che Maria Rosa è cambiata: è diventata più carina, i brufoli sono spariti, e lui finisce per innamorarsene perdutamente. Proprio allora, però, Angela arriva in campagna per dirgli che è pronta ad accettare la sua proposta di matrimonio e a mettere su famiglia con lui. Artemio, ormai sereno e appagato, declina gentilmente: ha ritrovato la felicità nella sua vita di campagna accanto a Maria Rosa.
Cosa ne Penso: Uno dei cult assoluti della commedia italiana, probabilmente il miglior film di Renato Pozzetto. Funziona benissimo non solo per i tempi comici perfetti e per l’umorismo che oscilla tra l’assurdo e la sorpresa continua, ma soprattutto perché è diventato un’icona capace di raccontare in modo vivido la Milano degli anni ’80, la celebre “Milano da Bere”. Ancora oggi conserva intatta la sua freschezza: diverte, intrattiene ed è sempre uno spasso da rivedere!
Voto Personale: PIETRA MILIARE (DELLA COMMEDIA ITALIANA)
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

mercoledì 23 luglio 2025

L'Allenatore nel Pallone

Titolo: L'Allenatore nel Pallone
Anno: 1984
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2024
Cosa mi Aspettavo: Un capolavoro dei B-Movie italiani.
Cosa Ho Visto: La Longobarda si qualifica per la Serie A di calcio. Il presidente Borlotti decide di assumere Oronzo Canà, un allenatore mediocre che ha avuto esperienze solo in Serie B. Nonostante tutto, Canà è entusiasta di questo nuovo incarico, ma il presidente vende i giocatori più forti della squadra. Con l'urgenza di trovare nuovi campioni, Canà parte per il Brasile alla ricerca di un giovane talento. Dopo una serie di vicende esilaranti, riesce a ingaggiare il calciatore Aristoteles. Il campionato inizia male: la Longobarda perde tutte le partite e i tifosi perdono fiducia. Tuttavia, il presidente decide di continuare a sostenere Canà. Durante un ritiro, l’allenatore dà fiducia ad Aristoteles, che finalmente si sblocca: grazie ai suoi gol, la squadra comincia a vincere. La situazione sembra migliorare, ma il presidente Borlotti rivela le sue vere intenzioni: ha assunto Canà perché lo ritiene il peggior allenatore in circolazione. Il suo piano era far retrocedere la squadra in Serie B, poiché mantenere un club in Serie A costa troppo. Canà è combattuto, ma alla fine sceglie di fare la cosa giusta: nell’ultima giornata di campionato, fa giocare Aristoteles. La Longobarda vince e conquista la salvezza, restando in Serie A. Oronzo Canà viene licenziato, ma è orgoglioso di aver fatto la cosa giusta.
Cosa ne Penso: Vi ho già parlato di quei film che, pur non essendo perfetti, hanno un ritmo e delle tempistiche tali da renderli memorabili, tanto da diventare veri e propri cult. Sono quei film che potresti guardare e riguardare senza mai stancarti. Ecco, L’Allenatore nel Pallone è esattamente uno di questi. Forse la prima parte è un po’ lenta, mentre la seconda accelera notevolmente, ma le battute e le citazioni sono tutte azzeccate, rimaste impresse nell’immaginario collettivo. Quello che colpisce è come il film, pur essendo una commedia, riesca a toccare temi come la corruzione e i giochi di potere nel mondo del calcio: dinamiche che, anni dopo, sarebbero emerse in veri scandali del sistema calcistico italiano (e non solo). In questo senso, ha saputo anticipare e analizzare con sorprendente lucidità certi meccanismi del pallone. È un film unico nel suo genere, e purtroppo questo spirito non è stato affatto replicato nel deludente L’Allenatore nel Pallone 2. Guardatelo e riguardatelo: è un piccolo cult che merita di essere riscoperto.
Voto Personale: PIETRA MILIARE (DEI B-MOVIE ITALIANI)
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT