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mercoledì 18 febbraio 2026

Kill la Kill

Titolo: Kill la Kill
Anno: 2013-2014
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Il capolavoro dello studio Trigger.
Cosa Ho VistoRyūko Matoi arriva alla Honnōji Academy per vendicare la morte del padre, affrontando la potente presidente del consiglio studentesco Satsuki Kiryūin e i suoi luogotenenti. Con l’aiuto di un’uniforme vivente chiamata Senketsu, Ryūko scopre la sconvolgente verità dietro la storia delle uniforme combattenti.
Cosa ne PensoKill la Kill è stato un anime d’impatto al momento del suo rilascio nel 2014. All’epoca lo vidi da un amico con i sottotitoli, successivamente l’ho recuperato doppiato su Netflix. Adoro tutto di questo anime: l’artwork e l’animazione ricordano Sfondamento dei Cieli Gurren Lagann, del resto sono gli stessi autori, la trama è interessantissima e i personaggi sono eccezionali. La serie soffre di alcune animazioni ripetute, ma resta comunque un’opera straordinaria. Un vero cult, da vedere e rivedere!
Voto Personale: 10
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

domenica 15 febbraio 2026

A Tutto Reality - All Stars

Titolo: A Tutto Reality - All Stars
Anno: 2013
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2021
Cosa mi Aspettavo: La più grande delusione della serie A Tutto Reality.
Cosa Ho Visto: A Chris McLean viene concessa la libertà vigilata dopo che l’isola di Wawanakwa è stata ripulita dalle scorie radioattive. Parte così il nuovo reality, intitolato A Tutto Reality – All Stars, in cui una selezione di concorrenti della prima e della quarta stagione compete per aggiudicarsi l’ambito montepremi di un milione di dollari. Ma questa volta un’oscura presenza, non prevista dallo show, minaccia i concorrenti…
Cosa ne Penso: Non capisco il perché, forse per motivi economici, ma questa stagione è stata divisa in due parti da 26 episodi. La prima è A Tutto Reality – All Stars. La delusione, qui, è davvero cocente! Tutti si aspettavano una stagione con i migliori concorrenti dei due cast mostrati in passato, ma hanno sbagliato tutto: hanno avuto fretta, lasciando fuori molti nomi che il pubblico desiderava. Purtroppo si percepisce una realizzazione affrettata, con interazioni poco riuscite tra i concorrenti delle diverse generazioni. Ma la cosa peggiore resta la gestione del personaggio di Mike, con un’esasperazione forzata e superficiale di un tema delicato come il disturbo dissociativo dell’identità. Almeno alcune questioni rimaste in sospeso sono state sistemate, ma per il resto la stagione risulta poco divertente e sprecata. In definitiva, la peggiore del reality!
Voto Personale: 2
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

mercoledì 14 gennaio 2026

Rick and Morty

Titolo: Rick and Morty
Anno: 2013 - In Corso
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Le storie horror-fantascientifiche di un ragazzo e uno strano scienziato.
Cosa Ho VistoRick Sanchez è lo scienziato più intelligente del multiverso. Dopo anni di assenza, torna dalla figlia Beth. Nonostante la diffidenza del marito Jerry, Beth lo accoglie in famiglia. Rick è un genio, ma anche un alcolista e un approfittatore: costringe i suoi due nipoti, Summer e soprattutto Morty, a seguirlo nelle sue avventure e scorribande spaziali. Nel corso delle vicende accadranno eventi incredibili e, in particolare, verrà svelato il passato misterioso di Rick.
Cosa ne Penso: Avevo sentito parlare molto bene di Rick and Morty già nel 2015, quando ancora non era il fenomeno globale che è diventato. Con l’arrivo su Netflix, la serie è esplosa: tutti l’hanno vista e molti l’hanno consacrata come uno dei migliori show di sempre. Tutto nasce da Justin Roiland, che aveva realizzato un cortometraggio parodistico di Ritorno al Futuro. Dopo l’incontro con Dan Harmon, appena licenziato dal suo Community, i due decidono di portare avanti l’idea e trasformarla in una serie vera e propria. Il genio caotico di Roiland trova una guida perfetta nell’immaginazione visionaria di Harmon (tanto che Community sembra quasi una versione embrionale di Rick and Morty). Il risultato non è soltanto uno show tagliente e ricco di azione, con venature di cosmic horror e un umorismo nero geniale. Rick and Morty riesce anche a emozionare, scavando nei drammi dei personaggi: vediamo la psiche di Rick, una mente tormentata da traumi e dalla “solitudine dei numeri primi”, oppure la crescita di Morty, sempre più consapevole del suo ruolo. Il loro rapporto evolve stagione dopo stagione, rivelando un intreccio narrativo sorprendente e complesso. Lo trovo un prodotto geniale, sempre capace di avere qualcosa di nuovo da raccontare. Non condivido l’opinione di chi sostiene che la serie sia “in crisi” da anni: persino nelle stagioni considerate più deboli riesce a regalare emozioni fortissime, paradossi temporali pazzeschi e riflessioni esistenziali di rara intensità. Rick and Morty è un capolavoro assoluto, indiscusso e insindacabile!
Voto Personale: PIETRA MILIARE
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

martedì 16 dicembre 2025

L'Attacco dei Giganti

Titolo: L'Attacco dei Giganti
Anno: 2013-2023
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2021
Cosa mi Aspettavo: Dei misteriosi giganti devastano le città, mentre una valorosa resistenza deve abbatterli e scoprire il loro segreto.
Cosa Ho Visto: L’umanità vive rinchiusa dietro mura per difendersi dai giganti mangiatori di uomini. Eren, Mikasa e Armin si arruolano nell’esercito dopo che giganti distruggono la loro città. Dopo esser stato divorato da un gigante, Eren è ancora vivo e scopre di poter trasformarsi egli stesso in un gigante. Emergono verità sconvolgenti: i giganti hanno origini umane e il mondo oltre le mura è diverso da quanto creduto. La lotta si trasforma in guerra per la libertà e per il destino dell’intera umanità.
Cosa ne Penso: Mi è difficile parlare del fenomeno L’Attacco dei Giganti. Il manga e l’anime hanno superato i confini del mondo otaku, diventando un fenomeno virale apprezzato da tutti: ha avuto lo stesso impatto culturale che ebbe Death Note. Lo considero un’opera eccezionale, ma credo che ci siano critiche che raramente vengono sollevate (lo dico senza superbia). Principalmente, L’Attacco dei Giganti è una storia di mecha e kaijū: i giganti non sono altro che mostri alla Godzilla che devastano tutto, mentre i Nove Giganti Ancestrali ricordano veri e propri robot da pilotare, come i Gundam. Diciamolo chiaramente: l’ispirazione alle serie tokusatsu (come Kamen Rider) è palese! La forza dell’opera di Hajime Isayama sta nel mostrare un mondo corrotto fino al midollo, talmente marcio da aver distrutto il futuro dei giovani, un mondo così terribile in cui esisteranno sempre e solo guerra e violenza. Da questo punto di vista è stato straordinario, anche se non ho apprezzato alcune scelte riguardanti i personaggi. In particolare Armin Arlert, considerato da molti un genio della strategia, mi è sembrato piuttosto blando fino alla parte finale (dove finalmente diventa davvero attivo). Ho apprezzato maggiormente il finale delle uscite settimanali: quello dei volumi e dell’anime mi è sembrato più una trovata commerciale per mantenere aperti i canali, in vista di un possibile sequel. A mio avviso l’opera è perfetta così com’è, non ha bisogno di continuazioni. In ogni caso, anche se il finale ci ha fatto sudare vista la sua divisione, abbiamo potuto godere di un’opera straordinaria. Tutti devono vedere e leggere L’Attacco dei Giganti!
Voto Personale: 9-
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

martedì 12 agosto 2025

Machete Kills

Titolo: Machete Kills
Anno: 2013
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2021
Cosa mi Aspettavo: Machete torna ed uccide tutti i cattivi.
Cosa Ho VistoMachete Cortez torna in azione! Assoldato dal Presidente Rathcock, deve fermare il supercattivo Luther Voz e impedire il lancio dei suoi missili che minacciano l’apocalisse. Un finale esplosivo apre la strada a un sequel... nello spazio!
Cosa ne PensoMachete è il padre moderno del cinema exploitation, Robert Rodriguez ha saputo ridare lustro a questo genere di "serie z". Amiamo Machete, questo secondo capitolo è ancora più esagerato del primo! Intrattiene alla grande, pur restando una pellicola profondamente di genere. Speriamo che, un giorno, arrivi davvero quel finale nello spazio!
Voto Personale: 6
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

sabato 26 luglio 2025

Il Mistero dell'Assassino Misterioso

Titolo: Il Mistero dell'Assassino Misterioso
Anno: 2013
Quando e Dove l'Ho Visto: Youtube - 2017
Cosa mi Aspettavo: Uno spettacolo investigativo e comico di Lillo e Greg.
Cosa Ho Visto: Durante uno spettacolo teatrale di genere giallo, l’attore che interpreta l’assassino si infortuna e perde i sensi. È necessario trovare assolutamente un sostituto, e uno spettatore del pubblico si propone volontario. Lo spettacolo prosegue, ma il nuovo interprete non conosce né la trama né le battute! Si arriva così al finale in modo sgangherato ed esilarante.
Cosa ne Penso: Lillo e Greg sono maestri nella realizzazione di sketch meta-comici: l’idea di uno spettatore che sostituisce un attore, pur non sapendo nulla della trama, è geniale e dà vita a gag davvero divertenti! Forse l’unico difetto è che l’espediente si prolunga un po’ troppo e, alla lunga, rischia di stancare. In ogni caso, è uno spettacolo che merita di essere visto.
Voto Personale: 6,5
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

lunedì 23 giugno 2025

Le Bizzarre Avventure di JoJo

TitoloLe Bizzarre Avventure di JoJo
Anno: 2012-2013
Quando e Dove l'Ho Visto: VVVID - 2018
Cosa mi Aspettavo: La trasposizione fedele delle prime due parti de Le Bizzarre Avventure di JoJo
Cosa Ho VistoLa prima stagione dell'anime comprende la Parte 1 e la Parte 2 de Le Bizzarre Avventure di JoJo.
Parte 1: Liverpool, fine XIX secolo. Dio Brando viene adottato dalla famiglia Joestar. Il ragazzo è un perfido arrampicatore sociale e vuole far impazzire Jonathan per impossessarsi dell’intera eredità. Dopo molte angherie, Jonathan si ribella al fratellastro e riesce a metterlo all’angolo, finché non viene scoperta un’antica maschera azteca che dona poteri vampirici. Inizia così una corsa contro il tempo per tentare di sconfiggere un male ancestrale...
Parte 2: New York, 1938. Joseph Joestar, nipote di Jonathan, deve indagare sui misteriosi Uomini del Pilastro: esseri ancestrali, creatori della maschera di pietra. Inizia così un viaggio in diverse zone del mondo, tra combattimenti spettacolari e misteri da svelare.
Cosa ne Penso: L’anime di JoJo era qualcosa che tutti aspettavano da sempre! Il 2012 è stato l’anno perfetto per lavorarci sopra: ormai l’opera aveva raggiunto una maturità tale da essere riconosciuta come un capolavoro e un cult del manga, uscendo finalmente dalla nicchia di appassionati. David Production è ancora oggi lo studio perfetto per realizzare questa straordinaria opera: prima ancora che uno studio competente, i suoi animatori sono fan sfegatati della serie! Fin dai primi episodi si percepisce questa passione: con queste premesse, era impossibile sbagliare! Adoro JoJo per molti motivi: innanzitutto perché è il manga dell’esagerazione, poi perché ha forti elementi horror, ma soprattutto perché racconta una classica storia di lotta tra bene e il male. Trovo esilarante che tutto sia nato da una domanda apparentemente banale che Araki si è posto: “Chi vincerebbe in uno scontro tra Stallone e Schwarzenegger?” Da lì è nata un’epica lotta atavica tra il bene e il male. La prima parte si ispira all’horror classico di Dracula di Bram Stoker, ma ci sono anche richiami a classici realistici come I Miserabili di Victor Hugo. Pur avendo uno stile ormai datato, Phantom Blood conserva un fascino tutto suo. Il suo punto di forza è Dio Brando: un personaggio viscido, pronto a tutto pur di raggiungere il potere assoluto, persino a vendere l’anima. È un villain unico, a tratti anche umano, e secondo me la sua versione migliore, perché poi cambierà profondamente da saga a saga. Non sono d’accordo con Araki quando afferma che Jonathan Joestar è un personaggio troppo buono, che ha sbagliato a scriverlo così: in mezzo a tanto male, è importante avere un barlume di bontà a cui aggrapparsi. La seconda parte si rifà molto ai film di Indiana Jones, con sfumature horror che richiamano i miti sudamericani. Secondo molti, la scelta di inserire dei nazisti "positivi" è stata una caduta di stile da parte di Araki; personalmente, difendo questa scelta. Sono antifascista e antinazista, ma anche un lettore del manga: Rudol von Stroheim è un personaggio iperbolico, una vera parodia del nazismo. È difficile prenderlo sul serio. Joseph accetta il suo aiuto non perché è un nazista, ma perché è un uomo coraggioso. Araki ci vuole mostrare il classico cliché dei nemici che si alleano contro un male maggiore, come in Warcraft III. Il meccanismo funziona, certo, ma il problema resta: si tratta di nazisti! Il nazismo è troppo terribile per essere giustificato o accettato, ed è comprensibilmente difficile da digerire. Ad esempio, se Araki avesse fatto alleare americani e russi durante la Guerra Fredda, nessuno si sarebbe indignato: il loro impatto storico è diverso. Posso dire con certezza che Araki non simpatizza per l’estrema destra; ha sempre espresso idee libere e indipendenti. Credo si sia trattato più di un’ingenuità che di una presa di posizione politica. Tuttavia, nessuno sembra aver fatto notare una cosa: Kars è un nazista a tutti gli effetti! Crede nella superiorità della propria razza ed è disposto a tutto per portarla al dominio assoluto. In fondo, Araki ci mostra ancora una volta il suo disgusto per i totalitarismi, e ci invita a combatterli, mettendone in evidenza la banalità. Questa prospettiva cambia completamente la visione della seconda parte. Credo che Battle Tendency rappresenti la conclusione di una fase iniziale del percorso creativo di Araki: un passaggio affettuoso dallo stile “alla Ken il Guerriero” verso qualcosa di fortemente originale (la nascita del battle manga psicologico). Ciliegina sulla torta? Roundabout degli Yes come sigla finale, un capolavoro che rende tutto eccezionale! Consiglio vivamente di guardare questa prima stagione, oggi ancora più godibile grazie al recente doppiaggio italiano. È un capolavoro fedele all'opera di Araki, da guardare e riguardare.
Voto Personale: 10
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT