sabato 31 gennaio 2026

America: il Film

Titolo: America: il Film
Anno: 2021
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2021
Cosa mi Aspettavo: Una parodia della storia americana.
Cosa Ho Visto: Dopo il rapimento di sua moglie Martha e l’assassinio del suo amico Abe Lincoln, George Washington dichiara guerra all’Inghilterra per liberare le tredici colonie americane. Tuttavia, scopre di essere stato tradito da Benedict Arnold: non solo ha giurato fedeltà agli inglesi, ma è anche un licantropo! Sconfitto, Washington non si arrende. Nel suo viaggio incontra valorosi alleati: l’artefice Sam Adams, la scienziata Thomas Edison, il cavaliere Paul Revere, il nativo americano Geronimo e il fabbro John Henry. Le loro imprese ridanno speranza agli abitanti delle colonie e, unendo le forze, riescono infine a sconfiggere il perfido Arnold. Le colonie dichiarano l’indipendenza, nascono gli Stati Uniti d’America e George Washington viene eletto presidente! Durante il suo primo discorso, proclama l’America come “terra di libertà”, ma subito la popolazione inizia a tempestarlo di domande su cosa sia permesso e cosa no. Le tante opinioni contrastanti degenerano in un’enorme rissa: Washington, sbigottito, si chiede se non abbia commesso un errore madornale…
Cosa ne Penso: L’autore di questo film è Matt Thompson, co-creatore di Sealab 2021 e produttore di Archer. Mi aspettavo quindi qualcosa di tagliente e satirico, effettivamente questa parodia della Guerra d’Indipendenza Americana lo è: utilizza la storia per prendere in giro gli stessi americani e la società contemporanea. È molto comico vedere George Washington rappresentato come un macho del cinema muscolare americano, alla Stallone, mentre Benedict Arnold è una caricatura del cattivo dotato di poteri soprannaturali! Ci sono trovate davvero interessanti, anche se in certi momenti il film non funziona a causa di scelte piuttosto puerili. Nel complesso è un film accettabile, con un finale che riesce a sollevare l’asticella della promozione.
Voto Personale: 6-
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

venerdì 30 gennaio 2026

I Film della Nostra Infanzia: Le Feste

Titolo: I Film della Nostra Infanzia: Le Feste
Anno: 2020
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: La serie che parla dei film dedicati alle feste più famose.
Cosa Ho Visto: Lo speciale dei film delle feste della serie I Film della Nostra Infanzia.
Cosa ne Penso: Non capisco come siano stati gestiti questi speciali: perché i film di Natale hanno una serializzazione a parte, mentre i film di Halloween sono stati inseriti nella terza stagione. Perché? Vale lo stesso discorso fatto per la serie principale, sono godibili questi due episodi, ma questa divisione mi crea confusione.
Voto Personale: Senza Voto
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

giovedì 29 gennaio 2026

I Film della Nostra Infanzia

Titolo: I Film della Nostra Infanzia
Anno: 2019-2021
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Una serie di documentari sui film più famosi degli anni '80 e '90.
Cosa Ho Visto: La serie mostra la nascita, la realizzazione e i retroscena dei film che abbiamo amato da bambini, evidenziando come questi ci abbiano intrattenuto e fatto sognare.
Cosa ne Penso: Spin-off della serie I Giocattoli della Nostra Infanzia, ripropone la stessa formula ma analizzando i blockbuster cult degli anni ’80 e ’90. Viene mantenuto lo stesso ritmo divertente, anche se non tutti gli episodi mi sembrano ben equilibrati. In ogni caso, serie consigliata al 100%!
Voto Personale: 9
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

mercoledì 28 gennaio 2026

I Giocattoli della Nostra Infanzia

Titolo: I Giocattoli della Nostra Infanzia
Anno: 2017-2019
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Una serie di documentari sui giocattoli degli anni '80.
Cosa Ho Visto: Questa serie è composta da 12 documentari dedicati alle linee di giocattoli più famose al mondo. I titoli trattati sono: Star Wars, Barbie, He-Man, G.I. Joe, Star Trek, Transformers, LEGO, Hello Kitty, Tartarughe Ninja, Power Rangers, My Little Pony e WWE. La serie si concentra sulla nascita e la diffusione di ciascun fenomeno, mostrando come questi giocattoli abbiano ispirato le persone che da bambini ci giocavano, il tutto con una narrativa allegra e spensierata.
Cosa ne Penso: Una delle serie di documentari più divertenti, originali e ben realizzate che abbia mai visto! Il lavoro è certosino: viene mostrato sia il lato pop che quello emotivo legato ai giocattoli, evidenziando come siano stati fonte d’ispirazione per i sogni degli adulti di oggi. La narrazione è davvero allegra e spensierata, con il ritmo giusto (a differenza di molte serie sui videogiochi che si prendono troppo sul serio). Insomma, è così che si fa un documentario! Promosso a pieni voti e assolutamente consigliato!
Voto Personale: 10
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

martedì 27 gennaio 2026

Super Drags

Titolo: Super Drags
Anno: 2018
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Le vicende di supereroine in drag.
Cosa Ho VistoDonizete, Patrick e Ralph sono tre omosessuali che lavorano in un negozio di vestiti, ma in realtà sono delle supereroine drag che proteggono la comunità LGBT. Il trio sconfiggerà la temibile Lady Elza e salverà il mondo dall’intolleranza.
Cosa ne Penso: Un’altra occasione maledettamente sprecata. Il concept è interessante e la seconda puntata è un vero gioiellino, perché ridicolizza l’intera società criticando tanto gli standard di bellezza eterosessuali quanto quelli omosessuali. I restanti tre episodi, però, subiscono un drastico calo, diventando noiosi e prevedibili. Il problema è che lo show è infarcito di volgarità di ogni tipo. Inoltre, nel finale c’è un espediente che vorrebbe risultare divertente, ma a dirla tutta mi ha davvero fatto schifo, ovvero: rompere la quarta parete chiedendo agli spettatori di condividere e mettere like per permettere l’uscita di una seconda stagione. Che caduta di stile! Non è divertente, è solo patetico. La serie è stata cancellata dopo appena un mese dal rilascio, e sinceramente è giusto così: non era divertente.
Voto Personale: 1
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

lunedì 26 gennaio 2026

Cobra Kai

Titolo: Cobra Kai
Anno: 2018-2025
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Il sogno bagnato di Barney Stinson!
Cosa Ho Visto: Sono passati 34 anni dal torneo di karate dell’All Valley. Daniel LaRusso è diventato un facoltoso proprietario di concessionarie d’auto: è sposato con Amanda e ha due figli, Samantha e Anthony. Al contrario, il suo vecchio rivale Johnny Lawrence conduce una vita squallida e piena di insuccessi: senza lavoro, divorziato e ormai lontano dal figlio Robby Keene, che nel frattempo è diventato un teppista. Una sera, Johnny salva il giovane Miguel Diaz dall’attacco di alcuni bulli. Da quel momento decide di prenderlo come allievo e insegnargli il karate. Trovando finalmente uno scopo nella sua vita, Johnny riapre il dojo Cobra Kai. La notizia sconvolge Daniel, che ricorda tutto il male causato in passato da quel dojo. Prova a convincere Johnny a rinunciare, ma lui non accetta. Daniel allora comprende che deve riaprire il dojo Miyagi-Do per contrastare di nuovo il Cobra Kai. Il suo primo allievo è proprio Bobby, che Daniel aiuta a uscire da una situazione complicata con la legge. Miguel e Bobby stringono un forte legame con i rispettivi maestri, inoltre, finiscono anche in un triangolo amoroso di "tira e molla" con Samantha. Il conflitto tra le due scuole si intensifica, fino a sfociare in una nuova sfida al torneo di All Valley. In finale, Miguel batte Bobby e il Cobra Kai ottiene una fama enorme, con un numero sempre maggiore di iscritti. A quel punto, riappaiono John Kreese e, poco dopo, anche Terry Silver: convincono Johnny a condividere con loro la gestione del Cobra Kai. Col tempo, però, Johnny si rende conto che i due lo stanno manipolando. Così decide di abbandonare il dojo e allearsi con Daniel per fermare definitivamente Kreese. Dopo numerosi scontri e incomprensioni, Daniel impara che persino il Cobra Kai ha dei valori positivi, perché nella vita a volte bisogna anche attaccare, mentre Johnny invece apprende la calma e la saggezza del Miyagi-Do. I due rivali finiscono così per diventare improbabili amici. Nel frattempo, anche i giovani karateka vivono amicizie, tradimenti, amori adolescenziali ed epici combattimenti acrobatici. Alla fine, sarà la lealtà e l’amicizia a prevalere, unendo il Cobra Kai e il Miyagi-Do in un’unica grande scuola marziale e di vita.
Cosa ne PensoSono convinto che questa serie sia nata proprio dalle gag di How I Met Your Mother: quelle in cui Barney Stinson, con la sua visione distorta delle cose, vede Johnny Lawrence come il vero protagonista di Karate Kid e vittima delle angherie di Daniel LaRusso. Ovviamente si tratta di una forzatura, ma questo ribaltamento di prospettiva ha reso possibile la realizzazione di questa grande serie. Cobra Kai è uno show adolescenziale che riprende lo stile dei telefilm anni ’80 e ’90, con spettacolari coreografie marziali e tanto teen drama. In sostanza è esattamente questo, ma il tutto è dannatamente intrattenente, tanto che lo spettatore si affeziona subito a tutti i personaggi. La cosa bella è che lo show dimostra un rispetto incredibile per la fonte originale: quando viene omaggiato Pat Morita diventa solenne e commovente. Le sei stagioni ti tengono incollato allo schermo, ma bisogna dirlo: Cobra Kai non è una serie perfetta. Ecco alcuni punti:
- Per esigenze di trama, alcuni personaggi crescono e decrescono costantemente, in particolare Daniel e Johnny, che vivono continui tira e molla tra amicizia e inimicizia;
- Alcuni rapporti amorosi tra ragazzi sembrano usciti direttamente da Beautiful;
- A volte ci sono cambi repentini di idee, con redenzioni troppo frettolose;
- Bisogna sospendere l’incredulità fin troppo spesso: alcuni personaggi commettono veri e propri crimini senza subirne le conseguenze;
- La stagione finale ha risentito molto del Covid: alcune scelte narrative risultano discontinue e meno incisive rispetto alle stagioni precedenti, inoltre, il rilascio in tre parti ha spezzato il ritmo.
In ogni caso, il finale è soddisfacente e non delude questo bellissimo viaggio che è stato Cobra Kai! E la cosa ancora più bella è che non si è trattato dell’ultimo prodotto legato a Karate Kid, visto che nel 2025 è uscito Karate Kid: Legends: un film ambientato tre anni dopo gli eventi di Cobra Kai e sequel anche di Kung Fu Kid. Insomma, oggi e sempre: VIVA COBRA KAI! VIVA KARATE KID!
Voto Personale: 9
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

domenica 25 gennaio 2026

The Karate Kid - La Leggenda Continua

Titolo: The Karate Kid - La Leggenda Continua
Anno: 2010
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2021
Cosa mi Aspettavo: Il figlio di Will Smith viene allenato da Jackie Chan per imparare il kung fu, in un film che porta la parola “karate” nel titolo.
Cosa Ho VistoDre Parker è un ragazzo di Detroit, orfano di padre, che si trasferisce in Cina con la madre per motivi di lavoro. Il giovane fatica ad ambientarsi: viene preso di mira da Cheng, un bullo che pratica il kung fu, e sogna di diventare amico della dolce Mei Ying, ma il padre di lei glielo proibisce. Sconsolato, Dre stringe amicizia con il signor Han, il custode del condominio. Han, accortosi delle violenze subite dal ragazzo, dopo averlo salvato affronta il maestro Li per fermare le aggressioni. Tuttavia, Li è arrogante e non ascolta ragioni. I due decidono allora di risolvere la situazione con il torneo locale di kung fu: chi vincerà dovrà lasciare in pace l’altro. Inizialmente diffidente, Dre accetta e viene allenato da Han, che gli insegna l’arte difensiva del kung fu. Durante l’addestramento, il ragazzo scopre anche il doloroso segreto del suo maestro: anni prima Han ha perso la famiglia in un incidente d’auto. Questo legame rafforza la loro amicizia. Al torneo, Dre arriva fino in finale ma viene azzoppato da un colpo scorretto ordinato da Li. Han ricorre allora a una tecnica di coppettazione per permettere al suo allievo di tornare in campo. Nonostante il dolore, Dre combatte con determinazione e riesce a sconfiggere Cheng, conquistando la vittoria. Riconoscente, ringrazia il suo maestro, finalmente integrandosi nella sua nuova vita e trovando il rispetto degli altri.
Cosa ne Penso: Ricordo che all’epoca il film suscitò ondate di buffe critiche: perché si chiama Karate Kid se poi si parla di kung fu? C’era davvero bisogno di un reboot della saga? Jaden Smith è credibile come protagonista? In realtà, solo la prima domanda ha un vero senso, visto che in Cina il film è stato intitolato The Kung Fu Kid! L’unica vera critica che posso muovere riguarda il doppiaggio italiano, con alcune voci poco piacevoli da ascoltare. Per il resto, il film è davvero godibile: si tratta di un reboot abbastanza fedele del mitico Karate Kid, quindi difficilmente poteva sbagliare. Molto bravo Jackie Chan, che riesce a emozionare come fece Pat Morita. Guardatelo senza pregiudizi, soprattutto ora che, grazie a Karate Kid: Legends, è diventato canonico nel mondo di Karate Kid!
Voto Personale: 7
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

sabato 24 gennaio 2026

Karate Kid 4

Titolo: Karate Kid 4
Anno: 1994
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2021
Cosa mi Aspettavo: La saga continua con una nuova protagonista.
Cosa Ho Visto: Il maestro Miyagi conosce Julie Pierce, una ragazza ribelle che ha perso i genitori e vive con la nonna. Deciso ad aiutarla, Miyagi la prende sotto la sua guida e le insegna disciplina e autocontrollo attraverso il karate. Julie deve affrontare le angherie di un gruppo di studenti violenti e imparare a gestire la rabbia e il dolore, trovando in se stessa la forza per rialzarsi.
Cosa ne Penso: Non so se l’intenzione fosse quella di avviare una nuova saga, ma questo film uscì cinque anni dopo l’ultimo prodotto legato a Karate Kid, ovvero la serie animata della Saban del 1989 (che non ho ancora visto). Personalmente penso che sia arrivato troppo tardi rispetto all’ultimo capitolo, anche se apprezzo il fatto che fosse un sequel e non un reboot. Hilary Swank è molto brava, ma la pellicola dà l’impressione di essere qualcosa di già visto: cattivi stereotipati e morali già sentite. Non è da buttare, come film per ragazzi funziona, ma sembra uscito con dieci anni in ritardo, poco in linea con molte produzioni degli anni ’90. PS: peccato che non sono riusciti ad inserire Hilary Swank in Cobra Kai, ma, a detta degli autori, Julie e Daniel si conoscono e sono ottimi amici. Meglio di niente!
Voto Personale: 6--
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

venerdì 23 gennaio 2026

Karate Kid III - La Sfida Finale

Titolo: Karate Kid III - La Sfida Finale
Anno: 1989
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2021
Cosa mi Aspettavo: Karate Kid che diventa cattivo e viene sconfitto.
Cosa Ho VistoMentre Daniel e Miyagi si trovano in Giappone, John Kreese è in rovina: il Cobra Kai ha perso tutti gli studenti e le federazioni di karate lo hanno radiato a causa della sua condotta violenta. L’uomo è costretto a chiudere il dojo e a lasciare la città. Il suo amico Terrance “Terry” Silver, un ex compagno d’armi durante la guerra in Vietnam, gli propone un piano elaborato di vendetta contro il dojo Miyagi. Silver, divenuto miliardario grazie a metodi loschi, dispone di mezzi illimitati per portarlo a termine. Quando Daniel e Miyagi rientrano in America, il ragazzo dovrebbe iniziare l’università, ma, contro il volere del maestro, decide di investire il suo denaro per aprire un’agenzia di distribuzione di bonsai. Nel frattempo, Silver arruola Mike Barnes, un giovane e violento karateka incaricato di tormentare Daniel. Passano i giorni, Daniel riceve anche una lettera d’invito a un nuovo torneo: il suo status di campione gli permetterebbe di accedere direttamente alla finale, ma Miyagi non vuole che partecipi, poiché il suo karate non è pensato per vincere competizioni. Questo porta i due a litigare. Proprio in quel momento si presenta Terry Silver al dojo Miyagi: si dichiara un ex amico di Kreese, chiede scusa per il pessimo comportamento dell’uomo e annuncia che è morto. Con astuzia, Silver conquista la fiducia di Daniel, mentre Barnes continua a provocarlo affinché accetti di partecipare al torneo. Grazie agli interventi “provvidenziali” di Silver contro Mike, Daniel finisce per fidarsi ciecamente di lui e, progressivamente, abbraccia la filosofia del Cobra Kai, diventando a sua volta aggressivo e violento. Dopo un raid contro il negozio di bonsai, Mike ricatta Daniel, che alla fine cede e si iscrive al torneo. La sera stessa, Silver gli tende un agguato: gli rivela che tutto era una trappola, che Mike lavora per lui e che Kreese è ancora vivo. Daniel capisce di essere stato manipolato e va in crisi. Decide quindi di chiedere scusa a Miyagi: il maestro lo perdona e lo prepara ad affrontare la sfida finale. Arriva il giorno della finale: Daniel deve affrontare Mike. Silver ordina al suo scagnozzo di simulare alcuni colpi subiti, in modo da far ottenere penalità a Daniel. Ma, grazie ai consigli del maestro, il ragazzo riesce a mantenere la calma e a sconfiggere Barnes. Ancora una volta Silver e Kreese escono umiliati, mentre Daniel e Miyagi festeggiano la vittoria.
Cosa ne Penso: Anche di questo film avevo sempre visto solo la scena in cui Daniel scopre di essere stato incastrato da Silver e soci. Come finale di saga lo trovo accettabile: è interessante vedere Daniel combattuto tra la scelta del bene e quella del male, del resto, amiamo le storie degli eroi che cadono e poi si rialzano. Tuttavia, trovo la trama leggermente arzigogolata e macchinosa. Silver è un personaggio riuscito, meglio caratterizzato di Kreese. In ogni caso, anche questo è un film per ragazzi: non ai livelli del primo, ma sicuramente superiore al secondo capitolo.
Voto Personale: 6,5
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

giovedì 22 gennaio 2026

Karate Kid II - La Storia Continua...

Titolo: Karate Kid II - La Storia Continua...
Anno: 1986
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Karate Kid che picchia altre persone.
Cosa Ho Visto: La storia riprende subito dopo il torneo di karate. John Kreese, accecato dalla rabbia per la sconfitta totale del Cobra Kai, sfoga la sua frustrazione contro Johnny Lawrence colpendolo brutalmente davanti a tutti. In quel momento, il Maestro Miyagi interviene: senza sforzo, immobilizza Kreese e lo ridicolizza davanti ai suoi stessi allievi, distruggendone l’aura di paura e autorità. Passano alcuni mesi: è estate e Daniel si ritrova in una fase di transizione: Ali lo ha lasciato e sua madre sta considerando un trasferimento lavorativo che lo lascerebbe nuovamente spaesato. L’unico punto fermo nella sua vita resta il Maestro Miyagi. Un giorno, Miyagi riceve una lettera dal Giappone: suo padre è gravemente malato. Il Maestro decide di tornare ad Okinawa dopo molti anni di assenza, e Daniel insiste per accompagnarlo. Inizia così un viaggio che porterà entrambi lontano dalla California, fino alle radici del passato di Miyagi. Ad Okinawa, Daniel scopre un lato inedito del suo maestro: il villaggio dove è cresciuto, l’amore perduto di gioventù, ma anche vecchie rivalità mai sopite. Miyagi ritrova infatti il suo amico d’infanzia Sato, ora divenuto un potente e orgoglioso avversario, che non ha mai dimenticato il rancore per un antico duello mancato. Daniel, invece, fa la conoscenza di Kumiko, una ragazza del villaggio, e di Chozen, il nipote arrogante e aggressivo di Sato, che lo provoca continuamente. Per la prima volta, Daniel si trova a combattere non in un torneo sportivo, ma in un conflitto che mette in gioco l’onore, l’amore e la sopravvivenza stessa. La tensione cresce: il ritorno di Miyagi costringe tutti a fare i conti con le proprie scelte e con un passato che non si può più ignorare. Nel duello finale contro Chozen, che ormai duella con l'intento di uccidere Daniel, quest'ultimo lo umilia come ha fatto Miyagi con Kreese. La situazione è salva, Daniel ha imparato un'altra valida lezione di vita: la vendetta è una via letale, mentre la pietà è l'arma più potente.
Cosa ne PensoDi questo film avevo visto sempre e solo la parte iniziale con Miyagi contro Kreese: l’ho sempre trovata eccezionale, ma mi è sembrata una scena riciclata dal primo film. Non so… in ogni caso, finalmente l’ho visto tutto. Ho apprezzato il ritorno alle origini di Miyagi in Giappone: in fondo, Karate Kid aveva “occidentalizzato” troppo il karate. È giusto ritrovare e citare la cultura giapponese; tuttavia, il film ha uno spessore inferiore rispetto al primo capitolo. Nel complesso è godibile, ma non possiede lo stesso fascino del precedente. Chozen, Sato e Kumiko sembrano quasi le “controparti asiatiche” di Johnny, Kreese e AliNonostante tutto, è un film per ragazzi piacevole da guardare.
Voto Personale: 6
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

mercoledì 21 gennaio 2026

Per Vincere Domani - Karate Kid

Titolo: Per Vincere Domani - Karate Kid
Anno: 1984
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Di rivedere un classico della mia infanzia.
Cosa Ho VistoDaniel LaRusso, un ragazzo diciassettenne, si trasferisce con la madre in California dopo la morte del padre. Fa subito amicizia con alcuni ragazzi che lo invitano a una festa sulla spiaggia, dove conosce e si innamora della bella cheerleader Ali Mills, ricambiato da lei. Tuttavia, mentre i due stanno parlando, arriva Johnny Lawrence, l’ex fidanzato di Ali, che cerca di chiarire con la ragazza, ma finisce per litigare con Daniel, intervenuto in sua difesa. Johnny è un karateka del dojo Cobra Kai, una scuola che insegna a usare il karate in modo violento. Daniel viene malmenato da Johnny, il ragazzo è costretto alla fuga. Il giorno dopo inizia una vera e propria faida con il gruppo del Cobra Kai: dapprima Daniel li provoca, ma in seguito subisce da loro continui atti di bullismo feroce. Col passare dei giorni, Daniel fa la conoscenza del signor Miyagi, un anziano giapponese apparentemente gentile ma solitario. Durante la notte di Halloween, mentre Daniel subisce l’ennesima aggressione, Miyagi interviene usando il karate e sconfigge da solo tutti i bulli. Daniel gli chiede di insegnargli il karate, ma inizialmente Miyagi rifiuta: preferisce cercare una soluzione pacifica con il dojo. Così accompagna Daniel dal sensei del Cobra Kai, John Kreese, un ex veterano del Vietnam che insegna ai suoi allievi a rispondere solo con violenza. Kreese respinge la proposta di pace, considerandola un segno di debolezza. A quel punto Miyagi propone un’alternativa: la disputa verrà risolta al Torneo di Karate Under 18, chi vincerà dovrà essere lasciato in pace. Da quel momento inizia una tregua temporanea. Miyagi accetta di allenare Daniel, ma lo fa con metodi insoliti: gli affida lavori domestici ripetitivi come verniciare, lavare e lucidare. Daniel si spazientisce, finché Miyagi non gli dimostra che quei movimenti erano esercizi nascosti di difesa. Così Daniel comprende che il karate di Miyagi è uno stile difensivo, da usare solo per proteggere se stessi e gli altri. Durante l’allenamento, Daniel scopre anche il doloroso passato del maestro: un ex militare della Seconda Guerra Mondiale che ha perso moglie e figlia. Tra i due nasce un legame profondo, quasi come tra nonno e nipote. Arriva il giorno del torneo. Daniel riesce ad arrivare fino alle semifinali, dove affronta Bobby, uno degli amici di Johnny. Kreese ordina al ragazzo di ferire Daniel: Bobby è riluttante, ma cede alla pressione del maestro e lo colpisce duramente. Nonostante il dolore, Miyagi riesce a rimettere in sesto Daniel con una tecnica particolare, permettendogli di continuare. In finale, Daniel affronta Johnny in un duro scontro di resistenza. Con coraggio e determinazione, riesce a vincere grazie alla tecnica della gru insegnatagli da Miyagi. Alla fine, Johnny e gli altri del Cobra Kai riconoscono la vittoria di Daniel, che festeggia il trionfo insieme al maestro e ad Ali.
Cosa ne Penso: Il primo Karate Kid è un vero gioiellino del suo genere: non un film perfetto, forse è solo un semplice filmetto per ragazzi, ma è un’opera che funziona benissimo. Non è solo un cult per le scene iconiche come il celebre “metti la cera, togli la cera” o il calcio della gru, ma convince soprattutto per la profondità dei rapporti umani. Daniel non è un eroe puro e senza macchia: sa essere anche provocatore, ma è di buon cuore, e il film sottolinea spesso il divario sociale tra ricchi e poveri. Grazie a questo ruolo, Ralph Macchio è divenuto il simbolo della gioventù degli anni '80Johnny, dal canto suo, non è cattivo per natura: è solo mal guidato dal folle Kreese. E poi c’è il maestro Miyagi, un personaggio straordinario, segnato da un dolore atroce, che costruisce con Daniel un legame commovente e indimenticabile. Pat Morita offre un’interpretazione incredibile, che gli valse meritatamente la candidatura all’Oscar l’anno seguente. Nella sua semplicità, Karate Kid funziona ancora alla perfezione: un film da vedere e riveder
Voto Personale: PIETRA MILIARE (DEL CINEMA PER RAGAZZI)
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

martedì 20 gennaio 2026

Il Richiamo del Cristallo - La Realizzazione di Dark Crystal: la Resistenza

Titolo: Il Richiamo del Cristallo - La Realizzazione di Dark Crystal: la Resistenza
Anno: 2019
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Un documentario sulla serie Dark Crystal: la Resistenza.
Cosa Ho Visto: Come da titolo, il documentario racconta la realizzazione di Dark Crystal: La Resistenza: parte dalla nascita di Dark Crystal, passando per il sequel mai realizzato del 2006 di Genndy Tartakovsky, fino alle prove tecniche generali e ai dietro le quinte della serie, mostrando un lavoro incredibile e certosino.
Cosa ne Penso: Ottimo documentario: non solo si rimane affascinati dai lavori straordinari di Jim Henson, ma risultano interessantissimi anche i dettagli rimasti inediti e i dietro le quinte. Consigliato, da vedere dopo il film e la serie. PS: peccato che Netflix Italia non abbia mai avuto Dark Crystal in catalogo, quindi va recuperato in altri modi.
Voto Personale: 7,5
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

lunedì 19 gennaio 2026

Dark Crystal: La Resistenza

Titolo: Dark Crystal: La Resistenza
Anno: 2019
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Un prequel che spiega i fatti antecedenti di quel capolavoro di Dark Crystal.
Cosa Ho Visto: La magica terra di Thra è retta dal Cristallo della Verità, ma i crudeli Skeksis lo corrompono per mantenere il loro potere. Tre Gelfling scoprono l’inganno e guidano il loro popolo in una ribellione per salvare Thra dalla tirannia. Ma questo è solo l’inizio di una sanguinosa guerra che un giorno lontano troverà giustizia...
Cosa ne PensoDark Crystal è un capolavoro degli anni ’80, un progetto ambizioso di Jim Henson (il creatore dei Muppets) insieme al regista Frank Oz. Il film fu considerato una perla del suo genere, soprattutto perché realizzato interamente senza attori, utilizzando esclusivamente marionette e pupazzi. Purtroppo l’eredità della saga è stata travagliata e molti progetti promettenti sono stati abbandonati. Alla fine è arrivata questa serie televisiva, incredibile in ogni dettaglio, che esalta la bellezza dell’arte manuale delle marionette con un minimo supporto della CGI. La storia è affascinante e si collega perfettamente al film, spiegando come si sia giunti alla decadenza che avvolge la terra di Thra all’inizio della pellicola. Un vero gioiellino del suo genere: peccato solo che Netflix l’abbia interrotta alla prima stagione. Gli autori hanno promesso che Dark Crystal tornerà, ma per ora non resta che pazientare. Speriamo bene!
Voto Personale: 9,5
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

domenica 18 gennaio 2026

Hi Score Girl

Titolo: Hi Score Girl
Anno: 2018-2019
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Una ragazza che gioca in sala giochi.
Cosa Ho VistoGiappone, 1991. Haruo Yaguchi è un ragazzo di sesta elementare che non eccelle in nulla, tranne che in una cosa: i videogiochi. Sono la sua più grande passione; oltre a essere un giocatore talentuoso, Haruo li studia e li comprende fino in fondo. Un giorno, mentre gioca a Street Fighter II in sala giochi, viene sconfitto da una persona del tutto inaspettata: la sua compagna di classe Akira Ono. Akira appartiene a una famiglia ricca e rispettata, è un’eccellenza a scuola, ma è molto timida e parla pochissimo (spesso si esprime solo con versi o sottovoce). Nonostante questo, è incredibilmente brava ai videogiochi, la sua unica vera fonte di svago. Tra i due nasce un legame speciale e, col tempo, Akira si innamora di Haruo. Tuttavia, è costretta a trasferirsi negli Stati Uniti per seguire la sua famiglia. Prima di partire, i due si salutano con la promessa di rivedersi. Nel frattempo, Haruo stringe una forte amicizia con Koharu Hidaka, una sua compagna di classe incuriosita dalla sua spensieratezza. Anche lei finisce per appassionarsi ai videogiochi, diventando molto brava, e poco a poco si innamora di lui. Un anno dopo, Akira torna in Giappone: tra lei e Koharu nasce una rivalità per conquistare il cuore di Haruo. Il ragazzo, sebbene ingenuo e concentrato quasi solo sui bideogiochi, sembra comunque preferire Akira. Ferita, Koharu si ribella, frequenta nuove compagnie e continua a migliorare come giocatrice. Arriva persino a proporre a Haruo di passare una notte insieme, ma lui non comprende fino in fondo. La situazione rimane in bilico finché Akira non è costretta a tornare di nuovo in America. Solo allora Haruo, confuso sui propri sentimenti, riceve da Koharu la spinta decisiva: lei, mettendosi da parte, gli fa capire che lui e Akira sono fatti l’uno per l’altra. Haruo corre così all’aeroporto e, prima che Akira parta, le dichiara il suo amore. I due si promettono di restare insieme a distanza e di rivedersi il prima possibile. Al loro prossimo incontro, Haruo le farà una proposta di matrimonio: con questa speranza, i due si salutano felici.
Cosa ne Penso: Credo che questo anime sia quasi un miracolo, considerando che il manga originale ebbe diversi problemi di copyright per l’uso di giochi realmente esistenti. Hi Score Girl è un piccolo capolavoro del genere: una storia d’amore in cui i videogiochi fanno da contorno… ma attenzione! Le citazioni sono incredibili: vengono richiamati veri riferimenti dell’epoca, dalle strategie di Street Fighter II, al PC Engine come la regina dell’8-bit, fino al Sega Saturn, considerato la miglior macchina per portare l’esperienza arcade a casa. Trovo la storia molto bella, anche se verso il finale si incarta un po’ sul triangolo amoroso. Haruo è davvero troppo tonto, Akira mi sembra un personaggio eccessivamente stereotipato, creato più che altro per intenerire gli amanti del “kawaii”. Al contrario, penso che Koharu sia un personaggio ben riuscito e completo: a mio avviso, avrebbe dovuto essere lei a fidanzarsi con Haruo! Forse se n’è accorto anche l’autore, che infatti le ha dedicato un manga spin-off (ancora in corso) intitolato Hi Score Girl Dash. Nella speranza che venga trasposto un giorno in anime, vi consiglio di recuperare questo piccolo gioiello
Voto Personale: 8,5
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

sabato 17 gennaio 2026

Star Trek

Titolo: Star Trek
Anno: 1966-1969
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Un classico della fantascienza. 
Cosa Ho Visto: Anno 2260, l’astronave USS Enterprise, guidata dal capitano James T. Kirk, con l’ufficiale scientifico vulcaniano Spock e il dottor McCoy, esplora lo spazio alla ricerca di nuove forme di vita e civiltà, affrontando dilemmi morali e sociali.
Cosa ne Penso: Ero curioso di vedere Star Trek: l’unica pecca è che la serie classica è composta da tantissimi episodi di circa un’ora ciascuno. Ho fatto un po’ di fatica, abituato a tempistiche diverse, ma ho comunque capito perché sia così amata dai suoi fan: all’epoca rappresentava una novità incredibile, una fantascienza mai vista prima in TV, che osava sfidare (anche se solo in parte) i pregiudizi razziali e sociali del tempo. È un’esperienza unica che consiglio: se non vi appassiona, almeno recuperate gli episodi iconici.
Voto Personale: PIETRA MILIARE (della fantascienza)
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

venerdì 16 gennaio 2026

Final Space

Titolo: Final Space
Anno: 2018-2021
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Tutti mi dicevano di vederla perché era una serie "alla Futurama".
Cosa Ho VistoGary Goodspeed, un ragazzo impulsivo che, nel tentativo di conquistare il cuore di Quinn Airgon, combina un disastro ai comandi di un caccia spaziale e viene condannato a cinque anni di prigionia a bordo della Galaxy One, sotto la sorveglianza dell’IA HUE e del fastidioso robot KVN. Durante la sua detenzione incontra l’alieno Mooncake e, insieme a nuovi compagni di viaggio, si ritrova coinvolto in una missione epica: fermare i terribili Titani, creature cosmiche provenienti dal misterioso Spazio Finale.
Cosa ne Penso: Come anticipato nelle premesse, ho visto lo show su suggerimento di alcuni amici. Non ha nulla a che vedere con Futurama, se non per l’ambientazione spaziale e futuristica. La storia è lineare e propone una trama avventurosa, ben costruita e coerente con il genere. Personalmente ho apprezzato molto le prime due stagioni, nonostante qualche gag un po’ puerile; la terza, invece, mi ha convinto meno. A causa dei tagli imposti da Warner, la serie è stata cancellata lasciando la trama in sospeso. Inizialmente si era parlato di un film conclusivo, ma alla fine si è optato per una graphic novel che chiudesse la vicenda. Meglio di niente, certo, ma l’esperienza televisiva rimane incompleta. Un vero peccato.
Voto Personale: 5
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

giovedì 15 gennaio 2026

F is for Family

Titolo: F is for Family
Anno: 2015-2021
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Una serie animata ispirata a show classici come That '70s Show.
Cosa Ho VistoStati Uniti d’America, anni ’70. In un quartiere residenziale vivono i Murphy, una famiglia della classe media. Frank è il capofamiglia ed è felicemente sposato con Sue. Insieme hanno tre figli: il ribelle Kevin, il timido Bill e la curiosa Maureen. La famiglia affronta le vicende quotidiane, tra sfide personali e problemi imposti dalla società. Nonostante le difficoltà e le sconfitte, i Murphy riescono sempre a rialzarsi e ad andare avanti.
Cosa ne Penso: Questo è uno dei primi show che ho visto su Netflix. Ho subito apprezzato l’idea: una parodia tagliente della società americana degli anni ’70, ma in realtà riflette molto anche sui giorni nostri. I Murphy appaiono come la classica famiglia da telefilm in stile La Famiglia Brady o La Famiglia Partridge, ma in realtà si rivelano più vicini ai primi Simpson: una famiglia della classe media costretta a lottare ogni giorno contro una società che sembra volerla schiacciare. I Murphy perdono spesso, ma trovano sempre la forza di rialzarsi, mostrando anche un certo orgoglio. A tratti la serie indulge in eccessi di volgarità o di gore, ma rimane comunque uno show interessante, che merita di essere visto. L’ultima stagione lascia intuire che ci fossero ancora storie da raccontare, ma va bene così: quello che vediamo è un frammento di vita della famiglia Murphy, una tipica famiglia americana. Consigliato!
Voto Personale: 7,5
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini

mercoledì 14 gennaio 2026

Rick and Morty

Titolo: Rick and Morty
Anno: 2013 - In Corso
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Le storie horror-fantascientifiche di un ragazzo e uno strano scienziato.
Cosa Ho VistoRick Sanchez è lo scienziato più intelligente del multiverso. Dopo anni di assenza, torna dalla figlia Beth. Nonostante la diffidenza del marito Jerry, Beth lo accoglie in famiglia. Rick è un genio, ma anche un alcolista e un approfittatore: costringe i suoi due nipoti, Summer e soprattutto Morty, a seguirlo nelle sue avventure e scorribande spaziali. Nel corso delle vicende accadranno eventi incredibili e, in particolare, verrà svelato il passato misterioso di Rick.
Cosa ne Penso: Avevo sentito parlare molto bene di Rick and Morty già nel 2015, quando ancora non era il fenomeno globale che è diventato. Con l’arrivo su Netflix, la serie è esplosa: tutti l’hanno vista e molti l’hanno consacrata come uno dei migliori show di sempre. Tutto nasce da Justin Roiland, che aveva realizzato un cortometraggio parodistico di Ritorno al Futuro. Dopo l’incontro con Dan Harmon, appena licenziato dal suo Community, i due decidono di portare avanti l’idea e trasformarla in una serie vera e propria. Il genio caotico di Roiland trova una guida perfetta nell’immaginazione visionaria di Harmon (tanto che Community sembra quasi una versione embrionale di Rick and Morty). Il risultato non è soltanto uno show tagliente e ricco di azione, con venature di cosmic horror e un umorismo nero geniale. Rick and Morty riesce anche a emozionare, scavando nei drammi dei personaggi: vediamo la psiche di Rick, una mente tormentata da traumi e dalla “solitudine dei numeri primi”, oppure la crescita di Morty, sempre più consapevole del suo ruolo. Il loro rapporto evolve stagione dopo stagione, rivelando un intreccio narrativo sorprendente e complesso. Lo trovo un prodotto geniale, sempre capace di avere qualcosa di nuovo da raccontare. Non condivido l’opinione di chi sostiene che la serie sia “in crisi” da anni: persino nelle stagioni considerate più deboli riesce a regalare emozioni fortissime, paradossi temporali pazzeschi e riflessioni esistenziali di rara intensità. Rick and Morty è un capolavoro assoluto, indiscusso e insindacabile!
Voto Personale: PIETRA MILIARE
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT

martedì 13 gennaio 2026

The Midnight Gospel

Titolo: The Midnight Gospel
Anno: 2020
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: Adventure Time psichedelico.
Cosa Ho Visto: Lo spacecaster Clancy Gilroy esplora il multiverso visitando mondi destinati a essere distrutti per sempre. Nei suoi viaggi acquisisce una consapevolezza e una saggezza che vanno oltre i limiti umani, finché non raggiungerà l’illuminazione finale.
Cosa ne Penso: Dopo Adventure Time, Pendleton Ward è tornato con una nuova serie dalle aspettative altissime: uno show su Netflix, psichedelico e senza alcun limite. La base di tutto è The Duncan Trussell Family Hour, un podcast americano che tratta di: religione, esoterismo, spiritualismo e temi affini. L’aspetto sorprendente è che nei viaggi del protagonista vengono utilizzate le vere interviste tratte dagli episodi del podcast. Purtroppo, però, questo espediente mi ha generato molta confusione: sembra che lo show cambi improvvisamente tono, come se fosse assemblato in modo grossolano e risulta difficile da seguire. Le tematiche non voglio metterle in discussione: anche se non le apprezzo, capisco che ci siano persone interessate a questi argomenti. Quello che invece mi ha colpito è stata la superficialità di molti fan di The Midnight Gospel, entusiasti solo perché finalmente esiste una serie che parla di spiritualità psichedelica e che dà voce a certi temi, ma che allo stesso tempo non si informano minimamente. Molti non sapevano nemmeno dell’esistenza del podcast originale, che conta oltre 700 episodi! Una superficialità che, a mio parere, riflette quella degli stessi contenuti dello show. Personalmente salvo solo un paio di episodi, quello più fantasy e il finale, ma per il resto considero The Midnight Gospel un’occasione sprecata. Per questo condivido la decisione di cancellarlo.
Voto Personale: 2
Rappresentazione Artistica
Fonte Bing

lunedì 12 gennaio 2026

Adventure Time

Titolo: Adventure Time
Anno: 2011-2018
Quando e Dove l'Ho Visto: Nerflix - 2024
Cosa mi Aspettavo: Di poter finalmente vedere la serie completa di Adventure Time .
Cosa Ho Visto: Nel fantastico mondo post-apocalittico della Terra di Ooo, vive Finn, l'unico essere umano. Il suo scopo è diventare un valoroso eroe per salvare i più deboli. Sempre al suo fianco c'è il fratello adottivo Jake, un cane giallo mutaforma. Insieme, vivono avventure di ogni sorta, come aiutare la Principessa Gommarosa o sconfiggere il bizzarro Re Ghiaccio. Con il tempo, Finn scoprirà il misterioso passato della Terra di Ooo e diventerà una leggenda.
Cosa ne Penso: Ricordo quando vidi per la prima volta Adventure Time su Boing: lo trovai talmente originale e divertente che lo consigliai subito a tutti i miei amici. Con il passare del tempo, però, persi interesse per la serie. La programmazione di Boing non aiutava (con le censure nelle repliche e alcuni episodi chiave mai doppiati in italiano) e anche certe scelte narrative contribuirono al mio disinteresse. Lo scorso anno mi sono ripromesso di guardarlo dall’inizio alla fine: devo ammettere che Adventure Time è un ottimo prodotto, capace di intrattenere con una trama a volte non lineare ma ricca di trovate geniali, dove il fantasy alla Dungeons & Dragons si intreccia con numerosi elementi della cultura pop. Tralasciando aspetti personali che non gradisco, come l’eccessiva attenzione allo spiritualismo esoterico o certe scelte di trama dettate dal fanservice, il vero problema, a mio avviso, è il target. Su Cartoon Network la serie è stata limitata, puntando su gag infantili e canzoncine: se fosse stata trasmessa su Adult Swim, non avrebbe avuto alcun tipo di vincolo. Adventure Time è un prodotto maturo che però è stato frenato! Un altro difetto sta nell’eccesso di episodi riempitivi, spesso inutili e dispersivi: quando invece si segue la trama principale, tutto diventa molto più interessante. Con meno puntate, sarebbe potuto venire fuori uno show davvero eccezionale. Peccato, perché avrebbe potuto raggiungere picchi di maturità ancora più alti. Detto ciò, resta una serie che merita tutto il successo e gli elogi che ha ricevuto, e continua a ricevere, visto che di tanto in tanto vengono prodotti speciali televisivi e spin-off.
Voto Personale: 6
Rappresentazione Artistica
Fonte Gemini