Titolo: Pinocchio, ovvero lo Spettacolo della Provvidenza
Anno: 1961
Quando e Dove l'Ho Visto: YouTube - 2018
Cosa mi Aspettavo: La fiaba di Collodi riadattata dalla visione dell'eclettico Carmelo Bene.
Cosa Ho Visto: Mastro Geppetto crea un burattino di legno di nome Pinocchio, che prende vita comportandosi come un bambino disobbediente e senza regole. Dopo numerose avventure e disavventure, Pinocchio riuscirà a diventare un vero bambino, imparando a essere responsabile.
Cosa ne Penso: Sono dannatamente affascinato dalla figura artistica di Carmelo Bene: più mi avvicino a lui, meno riesco a comprenderlo. Stiamo parlando di una delle menti teatrali più grandi a livello mondiale, celebre per la sua natura provocatoria e per la costante, ossessiva ricerca della perfezione artistica. Il suo Pinocchio è fedele all'opera di Collodi, ma ne sovverte l'anima: Pinocchio e Geppetto non sono più protagonisti attivi, bensì vittime di un destino ineluttabile, costretti a subire passivamente una trama che li sovrasta. L’esperienza teatrale è resa unica da un gioco visionario di luci e da quella sonorità del recitato — la phoné — così cara a Carmelo Bene, che trasforma la parola in puro suono, in atto scenico assoluto. Carmelo Bene rivela la tragica essenza di Pinocchio: un personaggio immortale, maschera del rifiuto di crescere, che finisce travolto dagli eventi. Lo diceva lui stesso: "Pinocchio cos'è? È il rifiuto alla crescita, la più grande maschera italiana e forse del mondo. È un bambino sepolto prematuramente che scalcia nella propria bara, se ne accorgono soprattutto i bimbi. Pinocchio è uno spettacolo da burattino per bambini! Pinocchio è l'onnipotenza che vuole tutto... Alla fine finisce con il non aver niente. Uno sciagurato!" La versione che ho visto è quella andata in onda sui canali Rai nel 1990, oggi disponibile anche su YouTube. Ne consiglio fortemente la visione. Ma, prima di affrontarla, è fondamentale studiare la figura di Carmelo Bene.
Voto Personale: PIETRA MILIARE
Rappresentazione Artistica

