Titolo: Borat - Seguito di Film Cinema: Consegna di Portentosa Bustarella a Regime Americano per Beneficio di fu Gloriosa Nazione di Kazakistan
Anno: 2020
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2020
Cosa mi Aspettavo: Il ritorno di Borat durante il Covid e la follia di Donald Trump.
Cosa Ho Visto: Il giornalista kazako Borat Sagdiyev viene liberato dopo quattordici anni di detenzione, condannato per aver disonorato il Kazakistan con il suo precedente documentario. Il presidente kazako, Nursultan Nazarbaev, decide di inviarlo negli Stati Uniti con lo scopo di consegnare una bustarella al presidente Donald Trump per ingraziarselo. Borat parte per l’America, ma viene seguito di nascosto da sua figlia, Tutar Sagdiyev. I due si ritrovano in un’America profondamente cambiata, popolata da razzisti, complottisti e persone che negano l’esistenza del Covid-19. Nel finale, Borat riesce a salvare la figlia dalle grinfie di Rudolph Giuliani. Durante questo nuovo viaggio, entrambi evolvono: Borat impara a riconoscere il valore di sua figlia, mentre Tutar prende coscienza dei diritti delle donne. Una volta tornati in Kazakistan, si scopre che la vera missione di Borat era diffondere il Covid-19 negli Stati Uniti come forma di vendetta. Dopo aver incastrato il presidente, il Paese decide di abbandonare il patriarcato e l’antisemitismo, sostituendoli con un nuovo sentimento antiamericano.
Cosa ne Penso: Ho adorato il primo film di Borat, tanto che ne possiedo il DVD. Quando è stato annunciato questo secondo capitolo, ho esultato dalla gioia. Sacha Baron Cohen aveva intenzione di abbandonare questi personaggi, che gli hanno causato non pochi problemi, ma Borat doveva tornare per fare satira contro le follie razziste di Donald Trump e i negazionisti del Covid. In questo film, arriva a compiere gesti incredibili in nome della satira, rischiando la vita più volte! Tutto questo per combattere ideologie di estrema destra che sfiorano il nazismo. Quindi, viva Borat, che deride i potenti ma ci insegna anche ad amare: meravigliosa la scena in cui la donna ebrea risponde a Borat con perdono e gentilezza. Questo è un film più duro rispetto al primo, soprattutto più realistico, ma era assolutamente necessario! Da vedere almeno una volta nella vita.
Voto Personale: 9
Rappresentazione Artistica

