Titolo: Il Divo - La Spettacolare Vita di Giulio Andreotti
Anno: 2008
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2022
Cosa mi Aspettavo: Di rivedere il miglior film di Sorrentino.
Cosa Ho Visto: Roma, 1991. Giulio Andreotti assume per la settima volta la carica di Presidente del Consiglio. Tuttavia, il nuovo esecutivo vacilla sotto i colpi di una crisi politica senza precedenti: tra i giochi di potere interni alla Democrazia Cristiana e il progressivo sfaldamento delle alleanze, Andreotti manca l'elezione al Quirinale come Presidente della Repubblica. Al termine del suo mandato, nel 1992, il "Divo" viene travolto da accuse gravissime: dalla corruzione nell'ambito dell'inchiesta Tangentopoli al coinvolgimento nella loggia massonica P2, fino all'accusa più infamante: aver collaborato con Cosa Nostra e con il boss Totò Riina. Gli viene inoltre contestata l'inerzia di fronte a svariati omicidi politici, primo fra tutti quello di Aldo Moro. Sempre più enigmatico e impenetrabile, persino per i suoi affetti più cari, Andreotti incarna un mistero insolubile. Chi è davvero: il più grande perseguitato d'Italia o un uomo ormai talmente assuefatto al male da perpetuarlo? Sebbene la sua parabola giudiziaria si conclude con l'assoluzione e la prescrizione per i fatti più datati, l'enigma sulla sua figura rimane ancora oggi sospeso tra storia e mistero.
Cosa ne Penso: Esistono film capaci di creare un precedente, segnando un netto "prima e dopo" nella storia del cinema. In un periodo di relativo appiattimento della produzione nazionale, nel 2008 Gomorra e Il Divo hanno rivoluzionato il panorama italiano, dimostrando che era ancora possibile osare e proporre un linguaggio diverso. Certamente ogni rivoluzione richiede tempo per consolidarsi, ma queste opere hanno spinto una nuova generazione di registi a distaccarsi dai canoni della commedia leggera o del dramma convenzionale. Considero Il Divo il miglior film di Paolo Sorrentino: un’opera eccezionale capace di fondere sequenze dinamiche a simbolismi profondamente introspettivi. La pellicola restituisce un ritratto magistrale di Giulio Andreotti, tanto che lo stesso Senatore non rimase indifferente alla visione (celebre la sua reazione, in cui definì il film una "mascalzonata", pur decidendo di non sporgere denuncia). La figura di Andreotti viene esplorata a 360 gradi, mostrandolo letteralmente mentre cammina tra luci e ombre. Il lavoro di ricerca è stato certosino: ogni battuta pungente o risposta tagliente pronunciata nel film appartiene al reale repertorio di dichiarazioni rilasciate dal politico o a lui attribuite. Grazie a una regia millimetrica e a una scrittura brillante, il film tiene lo spettatore incollato allo schermo. Si tratta di un capolavoro assoluto che chiunque dovrebbe vedere.
Voto Personale: PIETRA MILIARE
Rappresentazione Artistica

