sabato 3 gennaio 2026

Disincanto

Titolo: Disincanto
Anno: 2018-2023
Quando e Dove l'Ho Visto: Netflix - 2020
Cosa mi Aspettavo: I Simpson e Futurama in salsa fantasy.
Cosa Ho Visto: Nel regno di Dreamland vive la principessa Tiabeanie, detta Bean, che preferisce ubriacarsi e cercare avventure piuttosto che adempiere ai doveri della nobiltà. Insieme ai suoi inseparabili compagni Elfo (un piccolo elfo verde) e Luci(un demone dall’aspetto felino) affrontano vicende di ogni tipo. Nel corso delle loro peripezie, i tre finiranno per scoprire la verità che si cela dietro il regno di Dreamland.
Cosa ne PensoDelusione totale! Ma andiamo con ordine… L’idea che Matt Groening potesse realizzare una nuova serie per Netflix sembrava una premessa incredibile: finalmente sarebbe stato libero dai vincoli della televisione tradizionale. Tuttavia, il risultato non è stato all’altezza delle aspettative. Disincanto si presenta come una serie non satirica, che vuole raccontare una storia basata appunto sul “disincanto”: la rottura dell’illusione, la perdita di interesse per qualcosa. Parla di personaggi disillusi, che cercano uno scopo ma restano intrappolati dalle regole. Peccato che i problemi di scrittura siano enormi:
- La serie è ambientata in un contesto fantasy medievaleggiante, ma non ci sono citazioni né richiami concreti a quelle culture. Se fosse stata ambientata altrove non sarebbe cambiato nulla. Pensiamo a Futurama: già dalla prima puntata è chiaro che si parla di fantascienza; qui invece manca quasi del tutto. Persino l'episodio dei Simposon della Stagione 29 (I Serfsons) è più citazionista di questa serie;
- La durata delle puntate, mezz’ora invece dei classici venti minuti televisivi, appesantisce il ritmo. Spesso sembra che allunghino il brodo, senza sapere cosa raccontare;
- I personaggi sono orrendi: Elfo è insopportabile, Bean è forse la protagonista più infame mai vista, mentre i personaggi secondari risultano noiosi e petulanti. Si salvano solo Re Zøg e Luci, davvero ben scritti e memorabili;
- Ma il difetto principale è uno: non si ride mai! Groening ci aveva abituato a una comicità intelligente, capace di far riflettere, ma qui non c’è nulla.
Ho voluto dare una possibilità alle prime due parti, sperando in un miglioramento, ma dalla seconda stagione ho iniziato a provare disgusto: ho continuato a guardarla solo perché era su Netflix e, visto che pago, voglio vedere tutto (o quasi). Il finale cerca di dare una chiusura, effettivamente porta a compimento tutte le trame, ma non basta. Disincanto avrà pure i suoi fan, ma resta una serie destinata a essere dimenticata. Confermo: delusione totale!
Voto Personale: 1
Rappresentazione Artistica
Fonte ChatGPT