Titolo: Un Sacco Bello
Anno: 1980
Quando e Dove l'Ho Visto: Amazon Prime Video - 2023
Cosa mi Aspettavo: Di rivedere il capolavoro di Carlo Verdone.
Cosa Ho Visto: Anni ’80, Roma durante il ponte di Ferragosto, con la città svuotata e l’allerta per possibili attentati terroristici. Il film alterna le vicende di tre protagonisti diversi:
- Enzo, un trentenne "coatto", deve partire per le vacanze in Polonia con l’amico Sergio. Durante il viaggio, però, Sergio si sente male ed è costretto a fermarsi in ospedale. Enzo si rende conto di non sapere nulla del suo amico, che, stanco di una vita spericolata e superficiale, decide di cambiare. Enzo cerca disperatamente qualcun altro con cui partire, ma non si rende conto che è, in fondo, una persona sola. Alla fine trova "un amico di un amico" con cui partire, ma ignora che l’auto perde olio e presto si fermerà.
- Ruggero è un hippy scappato di casa, che vive in una comunità dedita al distacco dal materialismo e alla pratica dell’amore libero. Mentre fa la questua per la comunità, viene rintracciato dal padre, che lo invita a casa per parlargli. Lì Ruggero si ritrova circondato da una serie di personaggi assurdi, convocati nel tentativo di convincerlo a tornare alla vecchia vita. Il confronto ha un esito tragicomico, ma Ruggero decide comunque di non tornare indietro. Il padre, pur con rammarico, lo lascia andare.
- Leo Nuvolone è un ragazzo ingenuo di Trastevere che vive con la madre. Deve raggiungerla a Ladispoli per trascorrere insieme il Ferragosto, ma lungo la strada incontra Marisol, una girovaga spagnola in cerca di un alloggio. Dopo qualche titubanza, Leo accetta di ospitarla e la porta in giro per Roma. I due trascorrono una serata romantica, e tra loro sembra nascere qualcosa, ma improvvisamente ricompare il fidanzato di Marisol. Lei passa la notte con lui e il mattino dopo se ne va, senza dire nulla. Leo, deluso e frustrato dalla monotonia della sua vita, decide infine di raggiungere sua madre a Ladispoli.
Cosa ne Penso: Considero questo il miglior film di Carlo Verdone, non solo per le numerose gag memorabili (come Mario Brega che “è comunista così”), ma soprattutto per il messaggio profondo che trasmette. I tre protagonisti sono figure incapaci di comunicare: è proprio la mancanza di dialogo, di ascolto e di comprensione il vero tema centrale del film. La pellicola è intrisa di umanità: mostra con sincerità i difetti dei personaggi, che risultano incredibilmente umani e autentici con i loro difetti. Enzo è intrappolato nella maschera del “coatto” adolescenziale e non riesce ad ammettere la sua solitudine; Ruggero scappa da tutto, rifiutando ogni forma di responsabilità; Leo è bloccato in una vita piatta, senza il coraggio né la forza di cambiarla. Tutte le debolezze e le negatività dell’essere umano sono rappresentate in questi personaggi, rendendo il film un vero caposaldo del cinema italiano. Da vedere assolutamente!
Voto Personale: PIETRA MILIARE (ITALIANA)
Rappresentazione Artistica

